Un Milan sempre più nei guai: ritiro anticipato e più disciplina per tutti i giocatori sono le soluzioni della società. Basterà?
Marilena Albergo
La decisione è stata presa: ritiro anticipato per Abbiati e compagni, che dovranno essere a Milanello un giorno prima in vista della partita con l’Udinese. Ma questa scelta, presa da Allegri, Galliani e anche da Barbara Berlusconi, non è assolutamente punitiva perché l’idea è quella di fare gruppo. L’obiettivo è quello di ritrovare l’equilibrio e la concentrazione necessaria per far bene sia in campionato che in Champions. Perché quello che si è visto sino ad ora non va bene e ad evidenziarlo ancora di più è stata la debacle nell’amichevole contro il Caen. A dirigenza, allenatore e staff non piace il modo molle e poco convinto con cui spesso la squadra affronta le partite che siano amichevoli o gare ufficiali. E sicuramente non è solo una questione di creste, diventate il simbolo di un Milan un po’ troppo galmour.
Perché non sono solo i giocatori con questo tipo di pettinatura ad avere una atteggiamento sbagliato in campo. Allegri aveva dichiarato: “Basta sigarette, orecchini e creste”, imputando a questo tipo di vita il calo di alcuni giocatori. Prontamente è arrivata la risposta di El Shaarawy: "La cresta è il mio marchio di fabbrica, le cose belle le ho fatte con la cresta e le cose brutte anche, voglio essere giudicato per quello che faccio in campo e per come mi comporto fuori". Polemiche superflue, verrebbe da dire, visto che la cosa importante è che, guardando la classifica, il Milan dovrebbe iniziare a preoccuparsi, con la Roma distante 13 punti e un terzo posto lontano ben 11 lunghezze. Capitolo infortuni: i problemi sono soprattutto in difesa con Mexes che non sarà della partita perché squalificato 4 giornate. Allegri spera nel rientro di Silvestre mentre non ce la fa Mattia De Sciglio che non sarà in campo con l’Udinese.


