Montolivo torna a brillare nel ruolo di de Jong: serve una strategia per esaltarli entrambi
Matteo Calcagni
Nell'analizzare l'altalenante primo scorcio stagionale di Montolivo, penalizzato anche da un'infortunio muscolare, avevamo posto l'attenzione sul ruolo (e sui ruoli) che fin qu aveva interpretato. Nelle prime gare dell'annata rossonera il nativo di Caravaggio è stato proposto prima come mezz'ala e poi come trequartista, con risultati lontani dalle grandi prestazioni dello scorso campionato. Il motivo? Sicuramente ha inciso la condizione fisica, ma il fatto che Riccardo fosse stato spostato dal centro della mediana, posizione dove era di fatto esploso, può essere stata una delle varie ragioni. Fatto sta che, una volta ritrovato il suo ruolo davanti alla difesa, nella gara di ieri contro l'Udinese, Montolivo è tornato a brillare e con lui anche la manovra rossonera. In quella zona di campo il ventottenne bergamasco gioca più palloni, velocizza l'azione e facilita il compito ai due centrali difensivi, così sgravati da obblighi di impostazione al di fuori della loro competenza.
Il tutto sembra quasi un paradosso, visto che Nigel de Jong, proprio come centrale di centrocampo, è stato probabilmente il migliore della mediana rossonera nel mese appena trascorso. Nella speranza che Montolivo possa mantenere lo stesso livello qualitativo e quantitativo anche come interno, potrebbero essere studiate delle strategie per esaltare entrambi i giocatori. Pensiamo ad esempio ad una sorta di 4-2-3-1, con un Andrea Poli leggermente più avanzato e la coppia de Jong-Montolivo in una posizione centrale, senza defilare l'ex Fiorentina e senza rinunciare alla grande copertura dell'olandese. Al rientro di Stephan El Shaarawy dall'infortunio il tutto potrebbe diventare devastante, ma è una disposizione applicabile anche in questo momento, facendo ruotare i vari Kakà, Birsa e Robinho alle spalle del centravanti.


