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I ricatti di Raiola, il Barcellona, Kakà e il mercato che va fatto a gennaio

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 25 ottobre 2013, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
25.10.2013 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

La lezione di martedì sera andrebbe mandata a memoria e ripetuta ogni santa vigilia di partita: questo Milan sarà anche impoverito tecnicamente e non all’altezza del passato, ma con concentrazione, grinta, convinzione, determinazione può ottenere risultati impensabili. Come il 3° posto nello scorso campionato. Il carattere e la grinta sopperiscono spesso nello sport a carenze oggettive, figurarsi poi se la maglia che si indossa è rossonera. Non è possibile che nelle ultime 2 stagioni il Milan abbia fatto le sue cose migliori contro il Barcellona e si sia liquefatto senza combattere contro Sampdoria, Atalanta, Verona, Torino, con tutto il rispetto del mondo. La riprova già da questo weekend. E per una volta la critica non ha né ridimensionato né dimensionato la buonissima prestazione di San Siro, con l’equazione di un Barcellona con la testa al “clasico”, Messi convalescente, squadra che non è più quella di qualche anno fa… Sarebbe bastato sbandierare infatti i risultati dei blaugrana nella Liga e in Champions fino alle 20.44 di martedì per smontare questa tesi.
La notte europea ha restituito ai milanisti un brillante Kakà: ha trascinato tutti con il suo atteggiamento, ha impreziosito le giocate con la sua tecnica, ha dato dimostrazione di buona salute. Ci ha detto Ancelotti a Madrid in settimana: “Non avrei mai rifilato un giocatore rotto al Milan.

Riccardo non ha alcun problema muscolare”, il fatto è che la concorrenza al Real è spietata e che la sua fragilità cartilaginea ne ha condizionato spesso il rendimento in Spagna. Ma già “questo” Kakà per Allegri è manna dal cielo.
Anche Balotelli è stato manna dal cielo per il Milan dal suo arrivo a gennaio. Lo dicono i numeri e il sul atteggiamento almeno nei confronti della maglia, della società, dei tifosi. Non è cresciuto però nel comportamento sul campo (quello fuori ci interessa assai meno) rimanendo troppo spesso intrappolato nelle provocazioni degli avversari e nelle impennate isteriche del suo carattere. Anziché aiutarlo a crescere come hanno provato a fare Mancini e oggi il  Milan, il suo agente Mino Raiola è sempre e solo occupato invece nello studiare strategie che possano portare a congrui aumenti di stipendi del suo assistito o trasferimenti ancora più congrui. Sarebbe ora che i suoi interlocutori iniziassero a smontarne i puntuali tentativi di ricatto. Il Milan ha già in tasca Honda a gennaio, deve prendere un buon difensore e decidere se mettere finalmente mano alla cassa o se affidarsi alla cessione di un altro big: sarebbe un peccato, ma se la faccenda resta in mano a Raiola, il Milan pensi a monetizzarne le continue voglie da puerpera.

per Milannews.it

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