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Rosa e moduli, il 4-2-3-1 una soluzione che va perseguita

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
martedì 29 ottobre 2013, 08:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
29.10.2013 08:00Primo Piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

La partita di Parma va suddivisa in tre mini partite, tutte e tre con una storia tutta loro e che hanno poi raccontato, alla fine, la vittoria dei ducali per 3-2 grazie alla punizione di Parolo. La prima mini partita è stata quella del Parma e del suo doppio vantaggio dove gli imbarazzi della retroguardia rossonera sono venuti nuovamente a galla. La seconda mini-partita è quella che il Milan ha giocato dal 52’ fino al 93’. Che cos’è successo in questo lasso di tempo? Oltre ai due gol di Matri e Silvestre, alla prima gioia in rossonero, Allegri ha deciso di optare per un cambio di modulo, una soluzione che da quando è al Milan non si era mai vista e che molti tifosi, ad onor del vero, invocano da tempo. Con l’uscita di Balotelli e Poli e gli ingressi di Matri e Kakà, il Milan si è riposizionato con il 4-2-3-1 con Montolivo e de Jong a fare i due nel cerchio di centrocampo e con Birsa, Kakà e Robinho ad agire alle spalle di Alessandro Matri. Non è un caso che riassettando la squadra con questo schieramento tattico, il Milan abbia messo in seria difficoltà il Parma.

Due gli effetti immediati: una squadra più profonda con Matri a tenere bassa la linea difensiva del Parma. Il secondo effetto è stato quello di occupare una maggior area offensiva con conseguente apertura delle maglie biancocrociate e più possibilità per i trequartisti di agire tra le linee non più così compatte come nei primi 51 minuti. Il modulo alla spagnola, utilizzato in Serie A solo dal Napoli, potrebbe mettere nelle condizioni di rendere al meglio molti dei componenti dell’attacco rossonero che avrebbe molte soluzioni in più oltre a un’abbondanza di uomini per ogni maglia. Allegri ci pensi e provi a lavorare su questo modulo. Tentare non nuoce.

per Milannews.it

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