Una vittoria che sfugge da settimane: Allegri confermato, ma serve una scossa
Matteo Calcagni
Tredici punti in dodici giornate, due punti nelle ultime quattro partite: è questo l'avvilente score del Milan, bloccato anche dal Chievo al Bentegodi. Difficile salvare qualcosa della prestazione odierna dei rossoneri, presentatisi con un modulo simil Barcellona, molto folto in mezzo al campo ma estremamente sterile in fase offensiva. Zero le occasioni dal gol milaniste nel primo tempo, dove sono stati proprio i padroni di casa ad andare vicini al vantaggio. Ci si aspettava un atteggiamento diverso, più cattivo e convinto, e invece si è visto il solito Milan: pochissime idee, rarissimi movimenti senza palla e tantissimi errori. Non è bastata la semi-reazione della ripresa, sia per meriti dei clivensi che per demeriti rossoneri, tra sostituzioni poco convincenti ed errori di finalizzazione.
Uno 0-0 che non può sicuramente far sorridere, ma che non dovrebbe scalfire la panchina di Allegri, a cui pare sia stata rinnovata nuovamente la fiducia. Il dato certo è che il Milan non vince dallo scorso 19 ottobre: un'astinenza di successi che ha cancellato definitivamente le (utopiche) speranze Champions e sta velocemente affievolendo quelle per l'Europa League. Ci vorrebbe una scossa, vera, per cercare di rinvigorire una stagione già ampiamente compromessa, rendendola quantomeno parzialmente digeribile. Se non sarà rivoluzione tecnica, sarebbe quantomeno auspicabile una rivoluzione tattica, tale da oliare una manovra stanca alternata a fiammate isolate.


