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Deve cambiare l'atteggiamento. Il Milan pensi a darle anziché a non prenderle

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Pietro Mazzara
per Milannews.it
martedì 12 novembre 2013, 22:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
12.11.2013 22:00Primo Piano
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Chiusa in un cassetto, almeno momentaneamente, la questione allenatore, il Milan tornerà a pensare al campo con il ritorno al lavoro della squadra in quel di Milanello dove si inizieranno a preparare, oltre all’amichevole di Berna con lo Young Boys, le due partite dalle quali la squadra dovrà cercare di fermare la caduta nel vuoto ovvero le sfide contro il Genoa e il Celtic. Due partite che segneranno indelebilmente la stagione. Soprattutto quella con gli scozzesi in una trasferta da brividi in uno degli stadi che mette più soggezione al Mondo, il Celtic Park. Li, ancor di più rispetto a San Siro contro il rampante Genoa di Gasperini e degli ex dal dente avvelenato Antonini e Gilardino, ci sarà bisogno di una grande prestazione dove dovrà essere il Milan a fare la partita per provare a portare a casa un risultato che dovrebbe cementificare il secondo posto nel gruppo H di Champions e ridurre così la partita di San Siro contro l’Ajax meno ricca di tensione. Ma anche contro i rossoblù le cose dovranno cambiare. Un anno fa a Palermo, dopo il 2-2 in rimonta con i rosanero, Galliani sbottò contro la scelta di Allegri di giocare con quattro mediani. Dopo il Chievo non è stata contestata la partenza con il 4-4-1-1 in maniera diretta ma lo schema iniziale utilizzato contro il Barcellona non avrebbe soddisfatto il Presidente Berlusconi.

Quindi ci si aspetta un atteggiamento diverso, più offensivo e con un ritmo più elevato nella manovra anche se contro il Genoa mancherà Montolivo. Non bisogna avere paura di nessuno, non c’è quasi più nulla da perdere in un momento così dove un colpo di frusta, con una vittoria, potrebbe cambiare volto a tutto l’ambiente e rasserenare, seppur parzialmente, giocatori e tifosi. Soprattutto questi ultimi sono i primi ai quali dover rendere conto e che sono tornati a contestare tutti, senza mezze misure. Nell’occhio del ciclone la mancanza di attaccamento alla maglia, l’incapacità di reazione davanti alle difficoltà e gli atteggiamenti fuori dal campo di alcuni elementi della rosa che non sono piaciuti per nulla. 180’ minuti per cercare una svolta. In caso di mancati risultati nelle prossime due uscite ufficiali non ci sarebbe davvero più nulla da salvare.

per Milannews.it

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