Ennesima conferma: ora si attende la soluzione per scalare la montagna
Matteo Calcagni
Utopie e fantasticherie a parte, è chiaro che l'attuale stagione (almeno per le primissime posizioni) sia ormai quasi compromessa. Ciò non significa che il Milan possa mollare già a metà autunno: rincorrere le prime della classe è chiaramente impresa titanica, ma è comunque doveroso tentare la scalata per l'Europa League. Al momento Inter e Fiorentina distano 11 e 10 punti, mentre il Verona, sesto, è lontano 9 lunghezze: distanze pesanti, ma che potrebbero comunque essere ridotte cambiando l'attuale (disastroso) ruolino di marcia. Impensabile continuare con la media di 1.08 punti a partita, a prescindere dalla situazione tempestosa e dall'incertezza generale che avvolge tutto il Milan.
Nelle cinque gare da qui a Natale, a prescindere dall'avversario, la formazione di Allegri dovrà provare ad avvicinarsi ai 2 punti di media, sperando poi che il mercato di gennaio dia una spinta ulteriore. Di sicuro bisognerà modificare andamento in campo, provando a mutare lo scialbo registro che ha caratterizzato l'inizio della stagione: ok l'equilibrio, ok la compattezza, ma per rialzarsi servono gol e cattiveria sottoporta. Da questo punto di vista i rientri di Balotelli e El Shaarawy, rispettivamente da squalifica e infortunio, certamente potrebbero aiutare, ma servirà anche dell'altro. Massimiliano Allegri, dopo l'ennesima conferma, dovrà trovare una concreta soluzione, tattica o tecnica che sia, altrimenti lo strapiombo diverrà troppo ripido anche per scalatori di professione.


