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L'agonia continua...la contestazione pure!

autore
Davide Bin
per Milannews.it
domenica 24 novembre 2013, 01:26Vista dalla Curva
autore Davide Bin
24.11.2013 01:26Vista dalla Curva
Solo un pareggio per il Milan contro un Genoa in dieci per 55 minuti; botta e risposta Kakà-Gilardino, poi i rossoneri dominano ma non riescono a segnare e vengono contestati dagli spazientiti tifosi della Curva Sud.
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

E' iniziata con una contestazione accennata con striscioni polemici, ironici e minacciosi, è finita con una contestazione urlata con cori rabbiosi dagli spalti e fuori dalla rampa che porta al posteggio sotterraneo dello stadio; in mezzo un'altra prestazione sconsolante del Milan, perchè se non riesci a gestire nemmeno per cinque minuti un vantaggio trovato in modo provvidenziale in avvio di partita, se non la butti dentro nemmeno su rigore, se sbagli gol in quantità industriale e in modo a volte clamoroso e non riesci nemmeno a sfruttare la superiorità numerica per più di un tempo, vuol dire davvero che stai attraversando una crisi irreversibile e affrontando un'agonia senza fine. La Curva Sud aveva minacciato una dura contestazione nel caso in cui i giocatori non avessero "sputato sangue", ha incitato la squadra per la prima parte della partita, poi si è arresa davanti all'evidenza dell'impotenza di una squadra che ha fatto solo il solletico a un Genoa in dieci per più di metà partita e ha scatenato tutta la sua rabbia durante il finale dell'incontro e subito dopo. "Uscite a mezzanotte!" hanno cantato gli ultrà e, infatti, la zona dalla quale avrebbero dovuto passare i giocatori per uscire dallo stadio è stata liberata proprio a quell'ora, dopo un breve colloquio dei rappresentanti della curva con Kakà e Abbiati, che hanno promesso il massimo impegno e ottenuto una tregua, ricevendo anche un applauso, anche perchè il brasiliano è stato il migliore in campo e l'unico a onorare la maglia indossata e la fascia di capitano con la quale ha festeggiato la duecentesima presenza in serie A, segnando anche il gol del provvisorio e illusorio vantaggio. In verità il Milan ci ha provato a vincere la partita, ha iniziato bene, ha reagito sia dopo l'immediato pareggio subito, sia dopo il rigore sbagliato, ma con il passare del tempo ha perso tranquillità e serenità, si è innervosito sentendo la contestazione dei propri tifosi, ha attaccato con sempre minore lucidità e ha sprecato tantissimo; non si può, quindi, parlare di prestazione disastrosa, ma bisognava vincere a tutti i costi e, invece, è arrivato un deludente pareggio con l'aggravante della superiorità numerica per gran parte della partita e ciò ha esasperato ulteriormente la tifoseria, che ha definitivamente perso la pazienza e ha inscenato una pesante contestazione che nella Milano rossonera non si vedeva dall'ormai lontano 1998.

Già senza Montolivo e gli altri infortunati lungodegenti, alcuni dei quali prossimi al rientro, Allegri deve rinunciare in extremis anche a Mexes, che accusa un problema all'occhio e lascia il posto al rientrante Bonera che va a far coppia con Zapata; Emanuelson a sinistra e Abate a destra completano il reparto difensivo davanti ad Abbiati, mentre a centrocampo ci sono De Jong, Poli e Muntari, con Kakà (capitano per l'occasione) trequartista alle spalle della coppia d'attacco Matri-Balotelli. Questo è il Milan che deve cercare la vittoria casalinga n°800 in serie A, un successo fondamentale per dare finalmente una svolta positiva alla stagione. San Siro è mezzo vuoto e non c'è certo l'entusiasmo dei giorni migliori, anzi la Curva espone tanti striscioni di critica a giocatori, allenatori e dirigenti, pretendendo il massimo impegno da parte di tutti per uscire dal momento delicato.

Il Milan parte forte, forse stimolato dall'ambiente un po' particolare: Muntari insidia Perin con un tiro dalla distanza deviato goffamente in angolo e poco dopo arriva il gol del vantaggio, con Kakà che controlla un lungo lancio di De Jong e infila il pallone alle spalle di Perin con un preciso diagonale. Sembra l'inizio di una partita tutta in discesa, perchè in occasioni come questa è fondamentale sbloccare in fretta la partita per poi gestirla al meglio e non permettere agli avversari di chiudersi sempre di più man mano che passa il tempo. La difesa, però, come sempre distrugge ciò che l'attacco crea e, così, accade che Emanuelson abbatta ingenuamente Vrsaljko in area e Gervasoni conceda il rigore che Gilardino trasforma segnando il classico gol dell'ex. Il Milan sembra frustrato e nervoso, ma piano piano reagisce e torna a chiudere il Genoa a ridosso della sua area: Balotelli prova la spettacolare rovesciata che Perin blocca senza problemi, poi ci riprova con un diagonale rasoterra deviato da Perin, ma l'arbitro non vede la parata e non concede l'angolo. In mezzo a queste due occasioni si vede anche Matri, che prova una difficile conclusione a giro dopo aver aggirato Perin, ma manda alto. Milan propositivo e volenteroso, Genoa ordinato e attento; l'episodio che potrebbe cambiare la partita arriva al 35°, quando Manfredini strattona Balotelli che sta concludendo a rete da pochi passi; rigore ed espulsione del difensore rossoblu, ma SuperMario conferma il suo momento difficile facendosi ipnotizzare da Perin e sbagliando il secondo rigore della sua carriera. Si rimane in parità, ma la consolazione viene dal fatto che il Milan proseguirà la partita con un uomo in più e, quindi, ha teoricamente buone possibilità di conquistare comunque i tre punti, anche se il contraccolpo c'è e nel finale di tempo il generoso assalto porta solo ad un colpo di testa di Matri che incredibilmente spedisce fuori da pochi passi, dimostrando di essere davvero in crisi di identità. Al momento di rientrare negli spogliatoi per l'intervallo piovono i primi sonori fischi sui giocatori rossoneri, perchè il Milan ci ha provato con impegno, ma sinceramente non si sono visti gli undici leoni invocati dalla Curva Sud.

A inizio ripresa c'è Birsa al posto di Muntari, uscito infortunato qualche minuto prima della fine del primo tempo; il Milan riprende l'assalto, ma il Genoa si difende con ordine e non lascia molti spazi. Perin si esalta sulle conclusioni di Matri e Kakà, non trema sul molle colpo di testa di Balotelli e sul tiro alto di Matri e nel frattempo l'ambiente diventa sempre più ostile per i giocatori rossoneri, invitati a tirare fuori gli attributi e ad andare a lavorare da un pubblico sempre più esasperato. Allegri tenta il tutto per tutto inserendo anche Robinho al posto di Poli, ma l'assalto, complice la stanchezza e il comprensibile nervosismo, è sempre meno lucido e più confuso. Birsa prova a realizzare il gol dell'ex, ma prima trova il solito Perin pronto a deviare il suo tiro velenoso, poi manda sciaguratamente fuori un colpo di testa da favorevolissima posizione. L'emblema della serata storta è il batti e ribatti in area all'ultima azione della partita, innescato da un tiro di Robinho e concluso da un tiraccio sballato di Zapata che da pochi passi spedisce fuori il match-ball. Finisce in parità e il pubblico rossonero scatena tutta la sua rabbia con cori e fischi nei confronti dei giocatori che lasciano il campo a testa bassa e delusi; in verità il Milan ci ha provato, ma è stato poco lucido e preciso, un pizzico sfortunato e in serata decisamente storta. Non è stata certamente la peggiore prestazione stagionale, ma siccome la vittoria manca da più di un mese, ormai la pazienza della gente è finita e questo ennesimo risultato negativo, oltrtetutto contro un Genoa in inferiorità numerica, è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione del popolo rossonero. Difficile capire cosa succederà da qui in avanti: la squadra ha promesso ancora una reazione e il massimo impegno, ma la situazione è compromessa e ora manca anche l'appoggio del pubblico che rimprovera ai giocatori la mancanza di cuore e grinta e ciò non aiuta certo a migliorare le cose. All'orizzonte c'è la trasferta di Glasgow decisiva per il cammino in Champions League, ma nelle fredda notte di Milano, fra cori di contestazione e giocatori assediati nello stadio fino a mezzanotte, sinceramente è davvero difficile pensarci.

per Milannews.it

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