Si, c'è bisogno di lei
Pietro Mazzara
In uno dei momenti più difficili dell’epoca recente del Milan, laddove c’è una mancanza effettiva di potere e dove chi ha governato per 27 anni il club sembra essere sul punto di andare via, ecco arrivare le parole di Silvio Berlusconi, patron e leader massimo della società rossonera. "Sono costretto a restare in campo nonostante abbia molti hobby tra cui uno che si chiama Milan e che in questo momento ne avrebbe bisogno" ha dichiarato il numero uno milanista alla conferenza stampa relativa al processo Mediaset. Ed è la verità. Il Milan ha bisogno del suo presidente sia per capire quello che sarà il futuro, sempre più vicino alle idee di Barbara Berlusconi e con un uomo, Adriano Galliani, che sembra non aspettare altro che la chiamata finale per lasciare il passo e dedicarsi ad altro (la Lega Serie A, un ruolo in Mediaset o un’avventura con Forza Italia le opzioni più calde). I risultati non arrivano, molti calciatori non conducono una vita da atleti, la rabbia dei tifosi è esplosa fragorosa ma, allo stesso tempo, civile. Le questioni politiche hanno catturato le attenzioni di Silvio Berlusconi ma il Milan, il suo Milan, adesso non può fare a meno della sua prima guida.
Da giovedì in avanti, ogni giorno è buono per far si che accada qualcosa. Tutto dipenderà da come andrà a finire domani a Glasgow e mercoledì a Roma per la sentenza in merito alla decadenza del Cavaliere dalla carica di Senatore. Ma la necessità del proprio presidente è anche economica. Perché da tempo il Milan, in fase di mercato, si è troppo spesso dovuto accontentare di un piatto unico, magari nemmeno così sostanzioso e utile, piuttosto che sedersi ai tavoli nobili. Quelli ai quali era abituato a stare.


