Un poker di nomi per il dopo Galliani. Intanto Berlusconi prende tempo...
Pietro Mazzara
Un poker di nomi per la poltrona più prestigiosa del club rossonero. Con Adriano Galliani ormai al passo d’addio dopo 27 anni di carriera dietro la scrivania di Amministratore Delegato, il Milan si appresta ad un cambio dirigenziale che segnerà una nuova epoca. L’AD, come risaputo, vorrebbe liberarsi dal vincolo che lo lega ai rossoneri il prima possibile per incompatibilità con Barbara Berlusconi ma il Presidente gli ha chiesto di temporeggiare. O, almeno, è lui che sta temporeggiando sia per i problemi politici sia perché sa benissimo che privarsi di Galliani a stagione in corso sarebbe un problema. C’è una finestra di mercato, quella di Gennaio, da affrontare e nessuno del poker di prescelti si può o verrebbe liberato dai rispettivi club. Quindi prende sempre più corpo, a livello d’ipotesi, la possibilità che Galliani saluti o ai primi di Febbraio, a mercato e rosa chiusa, oppure al termine della stagione (che è la cosa che si auspicano in tanti, Berlusconi in primis).
Passato il testimone, come detto, sono quattro i nomi che si contendono, almeno per il momento, il ruolo di Direttore Sportivo del Milan. Si tratta dei già noti Daniele Pradé, Fabio Paratici, Riccardo Bigon e Sean Sogliano. Quattro profili molto diversi l’uno dall’altro ma che corrispondono a quel diktat tracciato da Barbara ovvero in grado di viaggiare, di osservare, di scoprire e di arrivare prima sui giocatori rispetto ai loro colleghi. Tre di questi sono dei DS che agiscono in prima persona mentre il quarto, Paratici, ha sempre agito in coppia con Marotta ma dalle ultime che filtrano pare che sia quello che più intriga. Insomma, in attesa di eventuali new entry, sono loro a contendersi l’eredità di Galliani. Un’eredità pesante.


