Conta avere ambizioni, qualsiasi esse siano... La svolta? Forse a Catania
Gaia Brunelli
Non sarebbe giusto andare controcorrente quando arriva una vittoria come quella di Glasgow. Negli occhi però rimangono quelle due nitide palle gol avute dal Celtic proprio davanti ad Abbiati. Piccole disattenzioni che questa volta non hanno portato a danni peggiori, ma che in qualche modo vanno ancora sistemate. È certamente bello rivedere un Kakà ritrovato e scorgere il sorriso nuovo di Balotelli dopo il gol. Sono segnali anche questi. Segnali che il Milan può fare il Milan. Non solo quando sente la musica della Champions League ma anche quando in campionato scende in campo al Massimino di Catania alle 12 e 30. Sarà questa la vera svolta della stagione e cioè quando anche senza stimoli particolari (ormai vani vista la situazione di classifica) la squadra di Allegri riuscirà a imporre il proprio gioco, limitando al minimo i rischi. In ogni caso la netta vittoria in Champions League ha dato l'esatta percezione della situazione rossonera.
Non è che il Celtic sia così più scarso del Genoa che peraltro ha giocato per buona parte della gara in 10 uomini, eppure il Milan ha passeggiato a Glasgow ma ha fatto un'enorme fatica a San Siro contro i rossoblu. È ovvio che sia tutta una questione di motivazioni. Quindi è di ottimo auspicio, da un lato, che i rossoneri in Champions dimostrino di essere un'altra squadra, ma, dall'altro, la vera sfida è quella di riuscire a stimolare i giocatori anche in campionato. Tutto sta nella testa e nelle parole di Allegri e della società. Questi giocatori vanno motivati perché la qualità ce l'hanno eccome. Ci vuole entusiasmo e cuore. Esattamente come quello di Kakà che ovviamente ha come primo obiettivo quello di giocare il Mondiale in Brasile, ma pazienza, l'importante è avere ambizioni...


