Rivoluzione in dirigenza, riscossa in campo: il Milan si affida alla strana coppia
Matteo Calcagni
In mezzo alla "rivoluzione" dirigenziale, con le annunciate dimissioni di Adriano Galliani (si concretizzeranno a dicembre), il Milan prepara l'importante trasferta di Catania: una gara da vincere per risollevarsi in classifica e dare seguito ai confortanti segnali di Glasgow. Il momento è delicato e la situazione indisponibili certamente non aiuta, con scelte obbligate in difesa e a centrocampo: Allegri dovrà affidarsi a Poli come terzino destro, limitando quindi le possibilità di alternanza per quanto riguarda la mediana. Le buone notizie arrivano dal ritorno di Stephan El Shaarawy, finalmente tornato a disposizione dopo quasi tre mesi di stop, ma non ancora pronto per la titolarità: il Faraone partirà dalla panchina, pronto a subentrare in caso di necessità. L'onore e l'onere dell'attacco sarà nuovamente sulle spalle del duo Balotelli-Kakà, mattatori in Scozia e attesi protagonisti anche in Sicilia.
Una coppia di opposti che ha però dimostrato un'evidente sintonia, andata crescendo nel corso delle settimane: proprio in loro due i rossoneri ricercano la propria diversità, nell'augurio che le magie tecniche possano sopperire agli ancor presenti limiti di squadra. Kakà e Balotelli non devono essere tutor e allievo, ma arco e frecce di un Milan cacciatore di successi e nuova linfa. In attesa che El Shaarawy completi l'affresco, il binomio brasiliano-bresciano si prenderà carico delle sorti milaniste sul campo, in una fase storica tanto particolare e incerta.


