Risposte sul campo e primi segnali di continuità: il Milan torna a sorridere
Matteo Calcagni
Il messaggio era già stato lanciato nel post-Glasgow, onde evitare pericolosi precedenti: i buoni risultati in Champions danno sì morale, ma per attecchire devono essere confermati anche in campionato. Dopo il pareggio casalingo contro il Barcellona, accolto con toni quasi trionfalistici, ci si aspettava una pronta riscossa in Serie A, ma la doccia fredda di Parma aveva fatto ricadere tutto nell'ombra e nel malumore. Al Massimino si rischiava di ricadere negli stessi errori, tenendo conto anche delle assenze e del momento problematico dal punto di vista societario. Eppure, nonostante le indisponibilità e le voci, il Milan è riuscito a vincere, ribaltando lo svantaggio iniziale ed ottenendo i primi due successi consecutivi in stagione.
Sbagliato gridare al miracolo, corretto accogliere positivamente gli accenni di risalita di questa squadra: la strada è lunga e la classifica rimane deficitaria, ma è stato posto il primo tassello per una sperata riscossa. Buone sensazioni arrivano dalla produzione offensiva, la cui mole ha subito un'impennata incoraggiante (sei gol in due partite), sia dal punto di vista dei gol che delle occasioni: evidentemente sta funzionando la nuova disposizione tattica, con Kakà tornato nel suo ruolo preferito e un Balotelli di nuovo decisivo. Se a questo aggiungiamo il recupero fisico di Stephan El Shaarawy (subentrato nella ripresa a Catania), i motivi per sorridere non possono che aumentare. Necessario ora appellarsi alla continuità, nell'augurio che la vittoria in Sicilia possa avere un seguito anche in Toscana, dove un Livorno affamato di punti attenderà con ansia i rossoneri.


