Il nuovo modulo ideale per El Shaarawy, almeno fino a gennaio
Matteo Calcagni
"Con questo sistema di gioco El Shaarawy può giocare. Dipende dalle squadre che andremo ad affrontare. E' in una buona condizione". Massimiliano Allegri si è così esposto in conferenza stampa, sottolineando come l'attaccante ligure sia tranquillamente adattabile all'attuale modulo. Per il Faraone l'albero di Natale è certamente più congeniale del 4-3-1-2, dove il ruolo di seconda punta lo costringe a spaziare troppo nella metà campo avversaria. Il 4-3-2-1 è una sorta di compromesso tra la disposizione col trequartista e il vecchio 4-3-3, dove El Shaarawy ha fatto faville nel corso dell'ultima stagione. Gli allenamenti da questo punto di vista sono incoraggianti, vista la verve mostrata dal ragazzo, costretto suo malgrado a "riposare" per quasi tre mesi.
Domani sarà l'esordio dal primo minuto del trio KaElBo? Probabilmente no, almeno da quanto fatto intendere da Allegri in conferenza. L'ex Padova non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e, al Picchi, potrebbe essere nuovamente il turno di Birsa. Lo sloveno, zitto zitto, fin qui ha disputato 14 presenze su 18, segno di straordinaria fiducia da parte del tecnico livornese. Contro l'Ajax, tuttavia, El Shaarawy dovrebbe ritrovare una maglia da titolare: l'ultima volta, sempre a San Siro, contro un'altra olandese, il PSV Eindhoven. La questione tattica poi riprenderà a partire da gennaio, quando Keisuke Honda varcherà i cancelli di Milanello. Le strade imboccabili sono due: turnover e rotazione di Honda, Kakà ed El Shaarawy nei due posti alle spalle del centravanti, oppure implementazione del 4-2-3-1 senza rinunce. Vista la contemporanea presenza dei vari Birsa, Robinho e Saponara, la seconda soluzione sembrerebbe più logica, ma servirà la riprova del campo.


