Prima le big, ora anche le piccole: il Milan ormai soffre con tutte
Salvatore Trovato
Nelle ultime due stagioni, il problema più grande della gestione Allegri erano stati gli scontri diretti. Tanti, troppi stop contro le cosiddette big, con gravi conseguenze per la classifica. Rosa non all’altezza, si diceva, e per certi versi la motivazione (o scusante, se preferite) poteva anche reggere, considerando le effettive lacune della squadra, soprattutto dopo gli addii di Thiago Silva e Ibrahimovic. Quest’anno, però, la situazione è decisamente precipitata, così come alcune considerazioni legate alla scarsa qualità dei singoli, crollate come lo stesso Milan in A. I nodi tecnico-tattici, dunque, sono veuti al pettine: i rossoneri hanno perso punti praticamente contro tutti, sia in casa che in trasferta, lasciandoci le penne sui campi di Verona e Parma e pareggiando con Torino, Bologna, Chievo, Livorno, Genoa e Lazio, con quest’ultime a San Siro.
Tralasciando i ko con Juventus, Napoli e Fiorentina (i viola sono realmente superiori?), il Milan ha faticato anche nei quattro successi rimediati in Campionato, vincendo solo di misura, in casa, contro Udinese e Sampdoria. Insomma, punti persi e prestazioni non all’altezza, non contro formazioni top ma al cospetto di avversari alla portata, con rose certamente non superiori a quella rossonera. Insomma, a quanto pare, il mercato c’entra poco o, meglio, non così tanto come qualcuno ha più volte rimarcato, riducendo solo alla modestia di alcuni interpreti i problemi della squadra. In soldoni, se i vari Schiattarella, Siligardi e compagnia (con il massimo rispetto possibile), mettono in difficoltà sul piano del gioco e dell’intensità un Milan con in campo Mexes, De Jong, Montolivo, Kakà, Balotelli, El Shaarawy, evidentemente l’inghippo è da ricercare altrove, non certo nelle campagne acquisti, seppur deludenti, delle ultime estati.


