Problemi di concentrazione, le sberle non sono ancora servite. Il cambiamento di Balo: dalle idee di cessione al ruolo di leader. Mercato di gennaio: tra certezze e sorprese
Pietro Mazzara
Fa bene ad arrabbiarsi Massimiliano Allegri. Fa bene perché la partita di Livorno ha fatto segnare un brusco passo indietro rispetto alle prestazioni che il Milan ha messo in mostra contro il Celtic e il Catania. Guardando la sfida del Picchi, in tutta onestà, sembrava d’essere tornati alla partita d’esordio di questo campionato a Verona contro l’Hellas. Rossoneri in vantaggio quasi subito, situazione psicologica favorevole e gestione del risultato da mettere in pratica. Ma questo Milan, inspiegabilmente, una volta andato in vantaggio stacca la spina e si consegna, armi e bagagli, alla furia agonistica degli avversari. E’ come se l’interruttore del dinamismo e della concentrazione venisse spento da quel golletto trovato. E’ qui che si deve lavorare di più ed è qui che i giocatori e lo staff tecnico devono trovare una soluzione. Perché non è concepibile che solo raramente la squadra riesca a tenere il livello d’attenzione alto per tutta la partita. Così non si va lontano ma la cosa preoccupante è che le sberle prese in un passato recente sembrano non aver fatto capire la lezione. Mercoledì si capirà definitivamente che portata avrà la stagione del Milan in Europa. I rossoneri hanno due risultati su tre per accedere agli ottavi di finale di Champions League il che vorrebbe dire soldi garantiti per il bilancio che, in ottica 2014, potrebbe non contenere i premi UEFA se quello attuale sarà l’andazzo in campionato.
Mario Balotelli, dal canto suo, sembra aver invertito la rotta. Quattro gol in tre partite, prestazioni ottime sia dal punto di vista fisico che tecnico. L’attaccante sembra aver trovato la svolta della sua personalissima stagione, dove sta cercando, insieme a Kakà, Montolivo e de Jong, di erigersi a leader tecnico e carismatico dello spogliatoio. Ajax, Roma e Inter saranno tre esami tostissimi per tutti, soprattutto per Balotelli che, al momento, è anche l’unico attaccante che può spostare gli equilibri di una partita a suo piacimento. A Livorno ha tenuto a galla il Milan con una punizione fantastica e ha sfiorato l’hat-trick con un destro terrificante che per poco non abbatteva la porta di Bardi. Ma sono le giocate fatte da Mario che fanno capire che qualcosa, al suo interno, è cambiato. Il malumore di qualche settimana fa, che iniziava a fargli balenare per la testa l’idea di una cessione a gennaio, sembra essere stato riposto nello sgabuzzino. Onestamente, meglio così.
Passano i giorni e si avvicina la finestra di mercato di gennaio. Un mercato che sembra essere già ben definito con due ingressi sicuri (Rami e Honda), cessioni pianificate (Niang e forse Nocerino e Constant) e qualche sorpresa. Di sicuro il Milan proverà a tappare le falle che vi sono nella rosa a disposizione di Allegri. Il disgelo con Pirlo ha alimentato nuove voci su un clamoroso ritorno in rossonero del metronomo bresciano che, dal punto di vista ambientale, non è più così ben visto anche a causa delle parole dette dal numero 21 bianconero nella sua autobiografia. Il suo ingaggio poi è fuori portata per un giocatore che viaggia verso i 35 anni. Galliani ha annunciato una sorpresa. Vedremo chi sarà…


