La reincarnazione di Allegri e lo spirito giusto. Lisbona è così lontana?
Gaia Brunelli
È arrivata l'unica cosa che contava: la qualificazione agli ottavi. La cosa strana è che è arrivata solo per il Milan, forse la squadra che per rosa e percorso fin qui era quella, tra le italiane, a meritarla meno. Ma questa volta la fortuna e la tradizione hanno visto rossonero. Il calcio è anche questo, ma soprattutto la Champions League è questo. Se la Juve perde o pareggia una partita in campionato, ha tutto il tempo del mondo per recuperarla. A meno che non preferisca fare un torneo di Futsal indoor, per evitare terreni fangosi, pesanti, ingannevoli. Ma comunque il Milan ce l'ha fatta, anche se viste le prime che verranno sorteggiate nelle urne, sarà molto difficile che vada più in là di così. Il muro difensivo della squadra di Allegri ha funzionato. Si è visto un Milan attento, ordinato e che forse poteva sfruttare meglio i contropiedi. Si può discutere sul rosso a Montolivo, ma non si può discutere sull'ingenuità del capitano rossonero che in campo europeo deve fare più attenzione a questo tipo di intervento. Bisogna fare i complimenti al mister invece.
Sembrava un leone in gabbia: telecomandava, dirigeva, incitava. Insomma sembrava ci fosse Antonio Conte sulla panchina rossonera. Ed è stato davvero un bel segnale, forse anche lui aveva bisogno di motivazioni. Che poi siano state trovate sul campo o siano arrivate dai cieli di Arcore non importa. L'importante è che tutti abbiano lottato per un obiettivo comune. Lo stesso Balotelli ha dimostrato di sapersi prendere responsabilità. Forse proprio quella con l'Ajax è stata la partita migliore della sua carriera. Insomma è vero che questo Milan ha parecchie lacune, almeno dal punto di vista di alcuni ruoli chiave, ma se riuscirà a mantenere questo spirito e queste motivazioni potrà andare lontano. Con un po' di fortuna poi chissà... Lisbona è un miraggio? Per chi risponde sì, la domanda successiva è: la Champions League è sempre stata vinta dalla squadra migliore?


