Caro Stephan ti scriviamo...
Pietro Mazzara
Una botta nel punto sbagliato, un dolore lancinante che torna a farsi vivo proprio quando sembrava che tutto fosse alle spalle. Ci risiamo, punto e a capo. Il 2013 sportivo di Stephan El Shaarawy si è chiuso così, al minuto numero 24 della partita con l’Ajax. Una sostituzione che Allegri avrebbe comunque fatto vista l’inferiorità numerica ma tutto avrebbe pensato tranne di dover togliere il Faraone per un altro problema fisico. Se ti abbiamo imparato a conoscere in questi quasi tre anni, siamo convinti che anche questa volta ti rialzerai, caro Stephan. Il 2013 è stato un anno non particolarmente positivo e di questo sei tu stesso a dispiacertene perché la tua esplosione ha generato su di te una grande pressione. E’ normale e logico che sia così e le aspettative hanno sempre dei lati felici e dei lati un po’ più adombrati. Non sei stato fortunato, la cosa è evidente. L’esserti caricato il Milan sulle spalle nel momento di maggior crisi della passata stagione ti ha fatto crescere e responsabilizzato ma, alla lunga, ha anche messo in difficoltà il tuo corpo. Se ad un calo fisiologico ci aggiungi anche la sfortuna, allora il quadro è completo.
Ma tu non ti devi arrendere. L’esasperazione per questo ennesimo stop, arrivato poco dopo essere tornato in gruppo, potrebbe essere un colpo troppo basso da sopportare, ma è da queste prove che deve venire fuori il campione. Perché i tifosi vogliono tornare a vederti sorridere in campo, sotto la tua Curva che ti osanna, dopo un gol, magari decisivo come quelli che hai realizzato l’anno scorso. E’ questo lo Stephan che tutti vogliamo tornare a vedere e non quello che dietro a un sorriso nasconde la propria malinconia. Gli occhi non mentono mai. Forza Ste, l’esame è duro perché arriva al culmine di tutta una serie di problemi fisici che hanno riposto su di te alcuni dubbi che devono essere scacciati via. Perché il 2014 sia il tuo anno, con il Milan e con la Nazionale. Sylvester Stallone, nei panni del suo alter ego Rocky disse questa frase nell’ultimo film della saga: “Nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!”. E tu Stephan lo sei.


