Da girovago a "nuovo Serginho": Emanuelson trova finalmente la sua dimensione
Matteo Calcagni
Adriano Galliani si è addirittura lasciato andare ad un paragone con Serginho, a seguito di quella che, probabilmente, è stata la migliore prestazione di Urby Emanuelson in maglia rossonera. Una serata certamente speciale per l'esterno olandese, argento vivo sulla fascia sinistra, precisissimo nelle chiusure e perforante in attacco. Appaiono sempre più palpabili i miglioramenti del nativo di Amsterdam, lontano parente di quel giocatore perennemente alla ricerca di una collocazione tattica. La sua bella prestazione sarà certamente balzata all'occhio del c.t. Luis van Gaal, a San Siro per osservare i vari orange in campo, da Strootman a de Jong, passando appunto per Emanuelson. Una serata conclusasi però con il grande spavento, dopo la pericolosissima uscita avventata di Gabriel: si temeva addirittura una frattura del gomito per l'ex Ajax, ma gli esami hanno fortunatamente dato responso negativo.
Urby ha ricevuto una forte contusione che dovrà riassorbirsi, costringendolo probabilmente a saltare il derby di domenica prossima. Una nota stonata che non può minare la crescita del laterale rossonero, letteralmente trasformato dopo il definitivo spostamento nel ruolo di terzino sinistro. Viene quindi normale chiedersi perché, nelle stagioni precedenti, il ragazzo sia stato provato in quella posizione soltanto in particolari spezzoni di gara e situazioni di punteggio: se questo definitivo adattamento fosse iniziato prima, ora potremmo trovarci un giocatore ancor più determinante. La cosa importante, tuttavia, è che Emanuelson abbia trovato una posizione precisa, potendo offrire un contributo continuativo e concreto ai colori rossoneri. Il pacchetto dei terzini ne ha certamente beneficiato, arricchendosi di quantità e qualità: da girovago a "nuovo Serginho".


