La rinascita di Ricky
Emiliano Cuppone
La seconda vita calcistica di Ricardo Kakà è ripartita dal suo Milan, diverso da quello che ha lasciato nel 2009, ma pur sempre la maglia cui si è legato di più in carriera, la tifoseria che l'ha amato più di ogni altra.
Dopo anni di infortuni, panchine e critiche in quel di Madrid, il brasiliano ha accettato un importante ridimensionamento del suo ingaggio (probabilmente anche degli obiettivi stagionali), pur di ritrovare continuità e conquistarsi il mondiale da giocarsi in casa.
Arrivato fra lo scetticismo dei più, Kakà ha saputo riprendersi la scena, una vera e propria rinascita per un giocatore tornato finalmente leader. A dispetto di chi parlava di giocatore finito, il 22 è tornato trascinatore, simbolo e uomo di punta di un Milan che si affida a lui, alla sua classe, alle sue ripartenze, ai colpi di uno dei pochi uomini capaci di cambiare le partite anche da solo.
Dopo un infortunio all'inizio della stagione (evento che ha scatenato la critica più aspra, pronta a parlare di giocatore finito), il rientro è stato dirompente, in gol con Lazio, Genoa e Catania in campionato, decisivo anche in Champions in quel di Glasgow. Kakà di colpo è tornato protagonista, conquistando nuovamente gli onori della cronaca a suon di prestazioni importanti e carattere.
Il ragazzi di Gama ha più volte sottolineato quanto sia importante per lui essere tornato a casa, rimarcando come abbia ritrovato la voglia di giocare al calcio ed essere protagonista, dopo anni in cui sembrava aver perso la gioia che ne ha connotato la parte più alta della sua carriera. Al Milan Kakà ha ritrovato il suo pubblico, il calore di San Siro e della famiglia rossonera, ha ritrovato il sorriso ed una forma fisica che a tratti appare brillante.
In rossonero Ricky sembra rinato, un giocatore nuovo, a tratti pari a quello che nel 2007 stabiliava il mondo intero e conquistava una Champions League praticamente da solo. Il pubblico del diavolo può nuovamente apprezzare le accelerazioni del bimbo de oro, ha visto Kakà arrivare a quota 99 reti con la maglia rossonera, ha potuto confidare ancora nelle qualità calcistiche ed umane di questo leader naturale.
Ricky ha tirato fuori dall'armadio lo smoking bianco ed ha ripreso a danzare sul prato di San Siro con la grazia che ha fatto innamorare gli amanti del calcio e regalato soddisfazione al popolo rossonero. Un Milan che affonda in campionato, ridimensionato negli obiettivi, nel gioco e negli uomini non è certo la vetrina migliore, ma gli ottavi di Champions conquistati garantiscono la possibilità di provare a stupire ancora tutti e completare una rinascita che ha dell'incredibile.


