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Nesta ha ragione: i problemi difensivi esulano dai singoli

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Salvatore Trovato
per Milannews.it
mercoledì 25 dicembre 2013, 08:00Primo Piano
autore Salvatore Trovato
25.12.2013 08:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

"Si parla molto della difesa del Milan, ma presi singolarmente i difensori dell'Inter sono migliori di quelli rossoneri?". Parole, quesito e musica di Alessandro Nesta, uno che in carriera un paio di partitine in difesa le ha disputate. I mali della retroguardia milanista, aldilà della qualità non certo eccelsa dei singoli, sono da ricercare altrove, in un collettivo che in campo si muove poco e male, interpretando con sufficienza e disordine le due fasi del calcio: offensiva e, appunto, difensiva. Insomma, nell’esternazione di Nesta c’è un fondo di verità grosso così, perché se è vero che i centrali del Milan non sono più quelli di un tempo, bisogna anche dire che in Serie A, Juventus e Roma a parte, le altre cosiddette big (e con esse tutte le "provinciali" che in classifica precedono i rossoneri) non hanno certo un pacchetto arretrato di livello alto. È la squadra, dunque, a fare la differenza, così come l’attenzione generale e l’approccio, che spesso lasciano a desiderare. Sulle palle alte, è un dato di fatto, i problemi hanno radici antiche, con il Milan spesso vulnerabile anche con Thiago Silva e Nesta in rosa.

Quello che preoccupa, piuttosto, sono i tanti e continui contropiede che la formazione di Allegri subisce, talvolta anche contro avversari poco veloci ma più organizzati, palesando scarsa coesione tra i reparti e, a volte, evidenti limiti di ossigeno. Poco filtro in mezzo al campo, centrali spesso lasciati soli al loro destino nell’uno contro uno (e qui sale in cattedra la... scarsa qualità dei singoli), terzini non sempre puntuali e impeccabili nei loro saliscendi sulle fasce, cronici errori di piazzamento, difficoltà di comunicazione: questo, in soldoni, il bandolo della matassa che mister Allegri, a distanza di (parecchi) anni, non è ancora riuscito a sbrogliare. A gennaio arriverà Rami e, salvo ulteriori imprevisti, dovrebbero recuperare appieno anche i due terzini titolari, Abate e De Sciglio, ma la sensazione è che difficilmente possano cambiare le cose - da così a così - se il livello di gioco della squadra, nelle due fasi, non salirà repentinamente. Questo è calcio, si attacca in undici e si difende con altrettanti uomini. Il singolo può certamente fare la differenza, esaltando il reparto, ma non può in alcun modo stravolgere il destino di un gruppo che in campo, spesso e mal volentieri, non sa che pesci pigliare.

per Milannews.it

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