Concorrenza serrata per l'obiettivo comune, ma è il Milan ad averne più bisogno
Matteo Calcagni
Juve, Inter, Milan e Roma, senza dimenticare le sirene francesi del PSG. La concorrenza per Radja Nainggolan è certamente estesa, essendo il belga uno dei centrocampisti più completi disponibili su piazza. Giudicando le necessità delle varie contendenti, sarebbero le due milanesi a necessitare maggiormente dell'interno rossoblù, vero factotum della mediana per quantità e qualità. Il leggero ma concreto vantaggio rossonero, materializzatosi grazie ai primi contatti tra Galliani e Cellino, rischia però di appassire di fronte alla recente proposta giallorossa, rientrata in corsa grazie ad un'ipotizzata offerta per la comproprietà del giocatore. Le proposte dei due club appaiono molto simili tra loro, tanto da rendere piuttosto incerto l'esito della contesa, probabilmente influenzata anche dai diversi rapporti tra club.
Il Milan, dalla sua, parte da una base forte e concreta, di poco superiore ai 6 milioni ma impreziosita dalla possibile contropartita Bryan Cristante. Qualora venga leggermente limata verso l'alto, l'offerta rossonera potrebbe portare subito alla realizzazione dell'affare, a patto che si abbia realmente la volontà di chiudere. Lo sprint della Roma è un segnale da non sottovalutare, la costante allerta delle altre squadre una variabile mai sopita. Dopo quanto accaduto in estate con Ljajic, la dirigenza rossonera non può permettersi di essere nuovamente scavalcata dalla compagine giallorossa: Nainggolan, è un dato di fatto, al Milan sarebbe titolare inamovibile e punto di ripartenza di un intero reparto, mentre a Roma andrebbe "semplicemente" ad uncinare il già fenomenale pacchetto intermendio. Un aspetto fondamentale su cui riflettere, soprattutto se si dovesse effettuare un piccolo sforzo aggiuntivo.


