ESCLUSIVA MN - Fedele: "2013 da 6 scarso. Futuro? La speranza è il ritorno di Silvio Berlusconi"
Gaetano Mocciaro
Ai microfoni di MilanNews.it il giornalista del Corriere dello Sport Furio Fedele traccia un bilancio di fine 2013 per i rossoneri, con un occhio all'anno nuovo.
Furio Fedele, che bilancio tracci del Milan nel 2013 appena trascorso?
“Sicuramente il bilancio di questo Milan va diviso in 2: da 7 nella prima parte, da 4 e mezzo nella seconda. Al di là della solita eliminazione in Champions agli ottavi ad opera del Barcellona la squadra nella prima parte dell’anno ha avuto il merito di arrivare al terzo posto, che è la cosa più importante. Per quello che riguarda la seconda parte si tratta del peggior risultato della storia del Milan di Berlusconi e tanto basta per definire questi mesi assolutamente negativi”.
Quali prospettive per il 2014?
“C’è l’obbligo di migliorare col 2014. Il problema è che si assiste a un declino che allo stato delle cose appare irreversibile. Se uniamo i voti della prima e della seconda parte del 2013 otteniamo un 6 scarso e il punto è che non si vede almeno tutt’oggi la luce al di fuori di un tunnel sempre più buio”.
Bisogna accontentarsi di un Milan da Europa League?
“La classifica in questo momento è pazzesca, quanto di peggio on si possa pensare. Non vedo migliorie evidenti a breve-medio termine. Ora la squadra è attesa da tre scontri salvezza e bisogna fare 9 punti per dare dignità alla classifica, dopo un derby perso nel peggiore dei modi contro un avversario alla portata che però si è fatto gioco del Milan in maniera incredibile”.
Su chi riporre le speranze in questo 2014?
“Le speranze le riporrei sul Milan stesso, sulla dirigenza. L’avvento di Barbara Berlusconi e il ritorno in pianta stabile di Silvio Berlusconi in società. Avere lui a dedicarsi al club in prima persona significa avere esperienza, attenzione, investimenti. Perché il Milan è in un oblio, adesso c’è qualcosa che non può chiamarsi Milan. Non esiste che si vincano 4 partite su 17, non esiste la sofferenza in Champions contro l’Ajax che è una squadra poco più che mediocre. Questo non è il Milan. Ricordiamoci della maglia, degli 8 milioni di tifosi in Italia e 22 milioni di tifosi del mondo”.


