Il campione e la giovane promessa: la ricetta per la ripartenza Milan
Antonio Vitiello
Era stato bollato addirittura come scontro salvezza il match di ieri tra Milan e Atalanta, i numeri impietosi hanno imposto alla squadra di Allegri di puntare solo ai tre punti per provare a guardare con maggiore ottimismo la seconda parte di stagione. E nel 3-0 contro la formazione di Stefano Colantuono c’è il vecchio e il nuovo Milan, l’intreccio vincente della classe e della giovane esuberanza. Da una parte Ricardo Kakà che ha siglato una doppietta importantissima per i tre punti ma anche per la sua carriera in rossonero. Con le 101 marcature il brasiliano è il decimo miglior goleador della storia milanista, ad un passo da Pierino Prati. Il suo ritorno a Milano è stato determinante, un’operazione di mercato da dieci e lode, sia per l’impatto sulla squadra sia per la sfera economica. Questo Kakà non è un giocatore finito, tutt’altro, può ancora dare tantissimo al Milan.
La seconda tematica di giornata è la favola di Cristante, tardivamente schierato dal primo minuto da Allegri. Il centrocampista cresciuto nel settore giovanile ha subito fatto vedere le sue qualità. Personalità da vendere, una traversa appena iniziata la partita e un gol bellissimo nel finale, quello che ha chiuso definitivamente il match. Si tratta di un giocatore dal futuro assicurato, ma che lo si ammira solamente dopo 18 giornate di campionato. Il solito problema dell’inserimento dei giovani in una big. Polemiche a parte, il Milan riparte proprio da Kakà e Cristante per provare a riavvicinarsi alle zone europee. Con l’arrivo di Honda e probabilmente di un altro rinforzo a centrocampo, la squadra rossonera potrebbe pensare di puntare al quinto posto ma sarà, in termini numerici, una sfida ancora più ardua di quella della scorsa stagione. Il Milan ci proverà e con la mentalità di ieri a San Siro, qualche nuovo innesto e più fiducia nei giovani promettenti, potrebbe evitare di incappare nei soliti errori visti nelle prima parte di stagione.


