Balo come Ibra, la rabbia del campione
Emiliano Cuppone
Il popolo rossonero continua a stropicciarsi gli occhi da venerdì sera, guarda e riguarda la perla balistica di Mario Balotelli e resta ogni volta più incredulo di fronte ad una dimostrazione di potenza e classe che quasi non ha eguali.
Non scopriamo certo oggi le qualità tecniche e fisiche di questo campione ancora parzialmente inespresso, non è la prima volta che trova il gol da lontano, ma quello siglato contro il Bologna ha un qualcosa di unico, forse inimmaginabile, un lampo improvviso ed imprevedibile che ha lasciato tutti a bocca aperta.
A guardarlo bene, in quel tiro ci vediamo tutta la rabbia, la frustrazione di un periodo difficile e di un’altra prestazione certo non brillante, complicata dalle marcature strette, dai tanti colpi ricevuti e da una manovra che non riesce ad esaltare la qualità di SuperMario.
Un gesto tecnico incredibile naturalmente, ma quel pallone più che dalla classe del 45 sembra essere stato sospinto dalla voglia di riscatto, dalla ricerca di rivalsa, da un qualcosa che a volte sembra essere rancore. Il tiro più che dal piede destro e dalle gambe forti di Balo, sembra nascere dai suoi occhi incupiti, da quell’atteggiamento corrucciato del viso, dalla rabbia, non solo agonistica, del ragazzo Balotelli.
Un esercizio di stile, uno sfogo prepotente che nel gesto e nell’atteggiamento ricorda molto più che vagamente un certo Zlatan Ibrahimovic, un altro che per sua stessa ammissione non è proprio serenissimo, che ha visto la sua vita professionale e non solo caratterizzarsi per la voglia di rivalsa e, spesso, per uno stato d’animo piuttosto controverso.
Lo svedesone ha imparato negli anni ad incanalare la sua rabbia nel gesto tecnico, nello strapotere fisico, oltre che tecnico, che ne ha caratterizzato la brillante carriera. Balotelli, troppo spesso, ha sfogato la sua tempesta interiore in gesti scomposti (pensiamo a Milan-Napoli all’andata) o in esplosioni emotive controverse (pensiamo a Napoli-Milan, giusto un girone più tardi, al ritorno).
Se solo SuperMario riuscisse a veicolare la rabbia, la voglia di rivincita nel tiro, nel dribbling, nello stop, in un anticipo sul difensore, in uno scatto poderoso (un po’ com’è accaduto quest’anno a Glasgow per esempio), la sua stella non potrebbe far altro che brillare indiscussa nel firmamento dei campioni assoluti.
Se solo Balotelli riuscisse ad imparare dal suo amico, forse un po’ modello, Zlatan Ibrahimovic, il calcio mondiale avrebbe un altro fenomeno dai modi burberi, ma efficace nel suo strapotere fisico e tecnico. Attendiamo la maturazione definitiva di SuperMario, il momento in cui riuscirà a sfruttare la rabbia a suo favore, esattamente come venerdì sera, ed allora di colpi come quello che ha regalato i tre punti contro il Bologna ne arriveranno a ripetizione, allora avremo un altro Ibra.


