L’esempio del cannibale da esportare in Europa. Le grandi notti Champions: Seedorf dovrà fare la differenza
Antonio Vitiello
Riuscirà il Milan, nelle attuali condizioni psicofisiche, a superare l’Atletico Madrid? La risposta è scontata, evidentemente serve molto altro per impensierire il gruppo di Diego Simeone, meritatamente primo in classifica in Liga. Cosa può fare il Milan per contrastare la corazzata iberica? L’esempio da seguire non è nemmeno così lontano, basta guardare in casa propria, dare un occhio a quello che ha fatto Pippo Inzaghi con i suoi ragazzi al torneo di Viareggio. Una squadra modellata ad immagine e somiglianza del proprio allenatore, con la stessa fame che aveva SuperPippo in campo, con gli occhi della tigre. Tranne un paio di elementi la squadra Primavera rossonera non ha tra le sue fila grandi fenomeni, ma ha sopperito la mancanza tecnica con la determinazione e la tenacia. Caratteristiche trasmesse da Pippo il cannibale, colui che in carriera ha vinto tutto da giocatore ed ora sta iniziando a farlo da allenatore. Paradossalmente la prima squadra può prendere come esempio proprio la formazione Primavera. E’ sempre l’atteggiamento che conta in campo, lottare dal primo all’ultimo secondo, correre e pressare l’avversario con il coltello tra i denti. Quello che il gruppo di Inzaghi ha realizzato è qualcosa di importante, considerando che i rossoneri non partivano come favoriti del torneo. La morale è che tutti possono superare i propri limiti se tutti giocano con cuore e grinta.
E’ altrettanto evidente che nel gruppo guidato da Seedorf sussiste un problema di condizione fisica, sarà quindi impossibile correre per novanta minuti. Soprattutto con gli uomini contati e con interpreti non adatti al 4-2-3-1. La speranza quindi è non subire gol in casa per giocarsi il tutto per tutto in casa dell’Atletico nella gara di ritorno. Fino ad ora i rossoneri hanno deluso, è arrivato il momento di mettere in pratica le tante parole di questi giorni, provare a tirare fuori tutto per la grande prestazione. La Champions ha sempre un effetto particolare sul Milan, anche se della vecchia guardia, di coloro che hanno vissuto le grandi notte europee, sono rimasti davvero pochi. Sarà quindi Seedorf a dover emulare il collega Inzaghi per avere il meglio dai propri ragazzi. Dovrà essere lui a toccare le corde giuste, una gara del genere si può portare a casa solo con le motivazioni giuste, al di là del piano tecnico in cui il Milan parte svantaggiato.
Le grandi notti Champions: rischia di essere l’ultima a San Siro per qualche anno. A meno di clamorosi ribaltoni il Milan non riuscirà a qualificarsi per i preliminari, come l’anno scorso. Questo dovrebbe spingere la squadra a non mollare l’attuale competizione europea, tentare di restare aggrappato fino all’ultimo per prolungare il più possibile la partecipazione ad un torneo dal fascino irraggiungibile.


