L'ottimismo ragionato di Clarence. Una sconfitta beffarda sulla quale costruire il ritorno e il futuro
Matteo Bursi
L'ottimismo a fine gara è giustificato dalla buona prestazione dei suoi ragazzi in campo. Clarence Seedorf è un'ottimista per natura, ma ieri sera in quel "al ritorno possiamo farcela" c'è molta soddisfazione per quanto visto nella notte di San Siro. Come titola la stampa oggi, probabilmente il miglior Milan della stagione. Pur privo di Montolivo, El Shaarawy e Muntari, Seedorf ha trovato l'equilibrio tattico nella sua visione offensiva. La sfortuna, due legni e il graffio di Diego Costa hanno privato l'allenatore olandese di un esordio positivo anche sotto il profilo del risultato.
Dalla sconfitta, immeritata, contro l'Atletico Madrid si può costruire il match di ritorno e, allargando lo sguardo, anche il futuro del Milan. Il 4-2-3-1 può avere un seguito, sicuramente servono gli interpreti adatti. Poli contro l'Atletico ha dimostrato di poter abbinare con efficacia le due fasi, d'attacco e di non possesso. Taarabt si rivela sempre più un grande acquisto, con qualità e carattere da top a livello internazionale.
Il parallelo con il 2007 ritorna. Seedorf e Kakà, come sottolinea La Gazzetta dello Sport, a indicare la via, tra campo e panchina. Il Milan visto ieri sera può regalare delle soddisfazioni ai propri tifosi.


