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Suso a Marca: "Montella sapeva quello che potevo dare. Non ci saranno problemi col rinnovo. Il 2017? Vorrei portare il Milan in Champions"

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
martedì 27 dicembre 2016, 12:01Primo Piano
autore Matteo Calcagni
27.12.2016 12:01Primo Piano
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Suso è indiscutibilmente uno dei "segreti" del Milan di Montella, diventato grande nell'ultimo anno e sempre decisivo in campo. Lo spagnolo, ritenuto dai più meteora, ha avuto un'escalation che lo ha portato fino al successo in Supercoppa a Doha. Lo spagnolo, attualmente in vacanza a Cadice, è stato intervistato in esclusiva da Marca dove ha affrontato numerosi argomenti.

Sull'ultimo anno: "Il migliore della mia carriera? Può essere che sia stato il migliore finora, è stato piuttosto bello".

Sulle aspettative del 2016 dal prestito al Genoa: "Mi aspettavo tutto questo? In verità no, ma non si può mai sapere. Dipende da molte cose, immaginare che ci sarebbe stato un altro tecnico. Quello che sapevo è che con la Juventus avremmo avuto un'occasione d'oro per vincere un titolo. Abbiamo vinto due volte contro la Juve, in campionato e in Supercoppa. La gara a San Siro è stata più equilibrata, ma credo che in Supercoppa abbiamo giocato molto bene, molto meglio di loro".

Sull'importanza dei mesi a Genoa: "Sono stati molto importanti. In Italia la gente non mi conosceva dopo un anno in cui al Milan ho giocato poco. Non sapevano chi potessi essere e quanto fossi forte. In quei sei mesi ho mantenuto un buon livello e ho potuto fare cose buone, importanti. In quei mesi e in questi al Milan lo ho dimostrato".

Su Gasperini: "Mi ha dato fiducia, era un momento difficile per me. Venivo da un periodo dove non avevo giocato e ha saputo tirare fuori il meglio da me. E' un allenatore che lavora molto tatticamente e fa le cose molto bene".

Sugli allenamenti in Italia: "Mi sono allenato con Inzaghi, Mihajlovic, Gasperini e ora Montella e in generale ci si allena di più che in Spagna, sia a livello fisico che tattico. Ma soprattutto a livello fisico. Non ho corso così tanto in vita mia come quando ero al Genoa. Non pensavo si potesse lavorare tanto nel mezzo di una stagione, tanto che credevo non fosse necessario. Ma alla fine è servito".

Sul motivo dell'escalation al Milan: "L'allenatore. Montella mi ha visto nei mesi a Genoa, allenava la Sampdoria e nel derby ho segnato due gol. Credo sapesse quello che avrei potuto dare alla squadra. E' un allenatore che non ha paura di affidarsi ai giovani e lo sta dimostrando. E' un allenatore molto spagnolo, gli piace che giochiamo il pallone, gli piace che si abbia un'idea di gioco, cerchiamo sempre di tenere la palla ed essendo in una grande squadra è importante".

Sulla possibile sorpresa sul livello attuale al Milan: "Non mi sorprende, al Genoa è stato simile. Tutti sanno quello che possono dare, c'è ancora tanta strada da fare".

Sulle difficoltà di imporsi in una grande squadra: "Quando si è giovani nelle grandi squadre è più difficile, perché ci sono meno opportunità, ci sono acquisti, grandi investimenti... Bisogna muoversi per tappe. Con Montella però è il contrario, sta utilizzando giocatori molto giovani, non ha paura e la squadra sta rispondendo. Questa cosa mi è costata tanto in passato, bisogna digerire tante cose e si hanno momenti molto difficili. Il calcio è bello ma non è tutto rosa".

Sulla sua visibilità in Europa: "E' chiaro che la visibilità che un giocatore ottiene in una piccola squadra non è la stessa che si ha al Milan. Al Genoa ho giocato molto bene, ma ora si parla di più di me perché sono in una grande. Ho maggiore visibilità e mi accorgo che gli avversari mi studiano di più, mi conoscono meglio. Prima il mio marcatore non aveva tanto aiuto dai compagni, ora mi ritrovo sempre uno contro due".

Sulle parole di Bonaventura che l'ha paragonato a D. Silva: "Me lo dice spesso, per me è un onore essere paragonato a David Silva".

Sulla Supercoppa e il primo titolo: "E' il primo con il club, con la Nazionale ho vinto l'Europeo Under 19. Questa medaglia profuma di gloria. Il club non vinceva da cinque anni ed è tornato a farlo, con la Juve poi è stato il miglior modo possibile".

Su cosa ha detto Galliani e sul rinnovo: "Sono stati contenti. Abbiamo parlato del rinnovo per un paio di settimana, mancano da definire due o tre cose. Credo che non ci sarà alcun problema. Per il momento non penso ad altro".

Su Berlusconi: "L'ultima volta che l'ho visto è stato dopo il derby con l'Inter, in cui ho segnato due gol. E' stato nello spogliatoio e si è congratulato con me, mi ha detto che ho giocato molto bene. Sono stato contento che il presidente mi ha detto queste cose".

Sulla nostaglia della Spagna: "Se mi manca? Ora sono a Cadice, mi sto godendo la mia famiglia, i miei amici e la mia terra. Però a Milano vivo bene, è una grande città. La verità è che non penso a tornare".

Sulla stagione all'Almeria: "Per me è stato un anno important, un prestito in Liga prima di entrare nell'ultimo anno di contratto al Liverpool. Ho iniziato molto bene poi le cose non sono andate granché. Ho avuto alcuni problemi ma ho appreso da tutti. Per me è stato un anno importante per rendermi conto di alcune cose".

Se sente di avere il livello per giocare al Real, al Barca o all'Atletico: "Credo di sì, lo sto dimostrando poco a poco. E' presto, ma sono stato con giocatori del Barça o del Real in Nazionale. Ho sempre dimostrato quel livello, ma forse è presto perché devo ancora crescere".

Su cosa gli ha dato l'esperienza in Inghilterra: "La velocità del gioco, sappiamo che lì è tutto più rapido. L'Italia mi ha dato disciplina tattica, sia in attacco che in difesa. Giocare in questi due campionati mi ha aiutato ad essere più completo".

Su Cadice: "Il calcio di strada, a 15/16 anni ero al Liverpool, molto presto, ma mi resta qualcosa di Cadice, quando ho giocato da bambino e del futsal".

Sul miglior compagno di squadra in carriera: "Luis Suarez".

Su Donnarumma: "Colpisce quando si vede un giocatore di quell'età avere un impatto del genere, ogni volta che lo vedo gli dico che sembra più grande. E' un animale".

Su Bacca e sulla possibilità che resti al Milan: "Credo di sì, quando glielo chiedo mi dice che è molto contento, io dico di sì, ma sappiamo che nel calcio tutto cambia da un momento all'altro. Per noi sarebbe meglio che restasse".

Sulle speranze per il 2017: "In generale la salute, la sperenza di non avere infortuni, portare il Milan in Champions e una convocazione in Nazionale. A novembre ero nella pre-lista ma alla fine non sono entrato. Poi ho ricevuto la lettera della Federazione che mi ha avvisato che ero stato preconvocato. Per me è stato molto importante, perché significa che stanno vedendo quello che sto facendo. Spero di poter essere convocato la prossima volta".

Sugli obiettivi in carriera prima di lasciare il calcio: "Giocare una finale di Champions, un Mondiale e un Europeo".

per Milannews.it

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