Le pagelle rossonere del 2016
Luca Serafini
Montella 10. Nessuno è perfetto. L’aviatore ha sbagliato anche lui, eccome. Per esempio a Genova all’indomani della vittoria sulla Juve mandò in campo una squadra con un inspiegabile lifting da deformarla. Più di quello che ha fatto in questi 6 mesi però non poteva fare. Davvero. Ha ridato ossigeno ai tifosi, carattere alla squadra, organizzazione al gioco, un senso all’assenza totale della società, prendendosi qualche rischio accompagnato da piccole fortune sparse. Si è trovato in un’avventura molto distante da quelle sin qui vissute da lui in carriera e profondamente diversa, al Milan, dai colleghi che lo hanno preceduto in 30 anni. Si è adattato con grande pragmatismo e concretezza abbandonandosi a rarissime civetterie. Concesse, come ad ogni buon allenatore che lavora per diventare grande.
Donnarumma 10. Per un 17enne che si ritrova portiere titolare del Milan, il pericolo di svolazzare con i pensieri più che con le parate era fortissimo e minaccioso. Non soltanto ha pulito i suoi interventi in pochi mesi, anzi ha acquisito una continuità e una sicurezza quasi sfrontate, ma si è imposto come indiscutibile. Da piazzare subito in porta azzurra con Buffon a fare da balia, senza perdere tempo.
Abate 6,5. Gli resta qualche singhiozzo di troppo quando rincorre, non vi è dubbio però che quando spinge sia tornato ad essere una fonte di gioco essenziale ed essendo una delle ragioni dell’esplosione di Suso. E ci mette il cuore.
Paletta 8. Mano in alto: lo davamo già da tempo in letargo, eravamo addirittura spaventati nell’essercelo ritrovati titolare in estate. Ha deciso di non vivere da prepensionato il tramonto argentato della sua carriera. Felicissimi di esserci sbagliati.
Romagnoli 7. Passi avanti rispetto all’ultima stagione. Con ampissimi margini di ulteriore crescita. I cadetti maturano sotto l’ala severa di professionisti di valore, forse al suo fianco ora ce n’è finalmente uno che riesce ad aiutarlo.
De Sciglio 5,5. L’esercizio di osservarlo adesso ricordandone i tempi degli esordi, complica molto la valutazione di questo ragazzo. Soltanto in Nazionale ha avuto un piccolissimo sussulto, più per mancanza di concorrenza che per meriti propri. Nel Milan resta un difensore insopportabilmente acerbo e un cursore intermittente. Corri ragazzo corri.
Kucka 6,5. Esempio più eclatante di titolare inamovibile e affidabile in questa versione del Milan, in una qualsiasi altra fino al 2012 sarebbe ingiallito tra tribuna e panchina. Ma, appunto, gioca in questa versione, quindi senz’altro sufficienza piena.
Locatelli 8. Lascia sull’erba ogni volta riccioli, gocce e molte stille. Sbaglia e ricomincia, altrimenti continua. Granitico, gli manca qualche colpo, ma può diventare un grande. Insegnategli il mestiere, aspettatelo, difendetelo, sgridatelo, sostenetelo. Poi ricominciate: insegnategli il mestiere, aspettatelo, difendetelo, sgridatelo, sostenetelo. Poi ricominciate…
Suso 9. Il più vicino al 10 che ha già strappato in qualche esame, l’ultimo a Doha, ha chances di prendersi sulla pagella di maggio. Ala destra vecchia maniera, dribbling, rapidità, velocità, classe, idee. Mancino con un ottimo migliorabile destro. Qualche gol in più e ai cinesi toccherà cintarlo di un’altra muraglia per trattenerlo. Nessuno si azzardi a volerlo irrobustire!
Bacca 6. Ha ricominciato come aveva finito, segnando, ma l’incalzante imborghesimento di cui si è ammalato è di complessa guarigione. Sogna in grande avendone l’età e qualche coccarda per poterlo fare, ma forse un po’ troppo rispetto al suo valore reale. Fatto sta che appena un pitbull come Lapadula gli ha morso le chiappe, s’è smarrito.
Niang 5,5. In qualche modo e sporadicamente con De Sciglio costituisce una fonte di gioco importante, ma il suo rendimento così come quello del compagno di binario, è troppo ondivago e scostante per potergli dare la sufficienza. Quando più se n’è parlato come dell’ingranaggio strategico dell’impianto, tanto più è evaporato. Non parliamo poi del gol, brivido che lontano Genova non si concede proprio quasi con ostinazione. Ce n’è di strada, da fare…
Lapadula 7. Limitato è limitato, ma ha senso del gol, tenacia, voglia, fame. In questa banda ci sta bene la sua parte.
Pasalic 6,5. La partita ma soprattutto il rigore di Doha sono riusciti a dare un significato alla sua presenza in questa rosa, inizialmente molto sbiadita. Sarà perché siamo abituati a vedere gente che alla sua età, giocando a pallone con una maglia importante, divorerebbe la terra, ci aspettiamo progressi anche nel nuovo anno perché grandi alternative non ve ne sono. E anche perché comunque tornerà a casa sua.
Antonelli, Bertolacci, Calabria, Gomez, Mati, Montolivo: auguri di cuore per un 2017 più ruggente. Rimandati.
Chiediamo scusa invece a Poli, Vangioni, Zapata, Sosa, Honda, Luiz Adriano: come loro abbiamo finito la cartuccia dell’inchiostro. Auguri per un 2017 che abbia un senso. Per loro e per tutti voi di cuore.


