Repubblica - Milan, Fininvest e SES hanno due progetti diversi: mercato di gennaio bloccato dalla condivisione
Enrico Ferrazzi
In casa rossonera, le cose in campo stanno andando molto bene, soprattutto dopo il successo nella finale di Supercoppa italiana contro la Juventus a Doha, ma lo stesso non si può dire fuori dal terreno di gioco, dove tutto gira intorno alla trattativa per la cessione del Milan alla cordata cinese. Con l’ennesimo rinvio del closing, che è slittato al 3 marzo, la gestione del club dovrà essere ancora una volta condivisa tra vecchia e la nuova proprietà e questo rischia di bloccare il mercato di gennaio della società di via Aldo Rossi.
DUE STRADE DIVERSE - Come riferisce questa mattina Repubblica, ogni operazione, sia in entrata che in uscita, deve essere condivisa da Fininvest e dalla Sino-Europe Sports, le quali sembrano avere però due progetti diversi per il futuro del Milan: il presidente Silvio Berlusconi è infatti molto legato al progetto giovani italiani e vorrebbe continuare su questa strada. I cinesi non sono però della stessa idea in quanto sono convinti che per il progetto di sviluppo commerciale del marchio Milan in Cina ci vogliono i campioni ed è per questo motivo che hanno bocciato l’esterno dell’Ascoli Riccardo Orsolini e non erano caldi nemmeno per i giovani talenti italiani dell’Atalanta (Caldara e Gagliardini).
SOLO CESSIONI - Nonostante la formazione rossonera sia in piena lotta per un posto in Europa, a gennaio la società di via Aldo Rossi potrebbe essere l’unica squadra di vertice a finire la sessione invernale di calciomercato senza nemmeno un rinforzo, a meno che ci sia qualche opportunità in prestito secco. La campagna acquisti condivisa blocca tutto e quindi i soli movimenti a gennaio potrebbero essere in uscita: Luiz Adriano è infatti ad un passo dallo Spartak Mosca, mentre Honda, poco utilizzato finora da Montella, sembra essere molto attratto dalla Mls americana.


