Milan, la Supercoppa come spartiacque: può iniziare un nuovo ciclo, ma serve programmazione
Salvatore Trovato
È possibile ricominciare, o meglio, ripartire da una Supercoppa Italiana? Sì, si può. L’importante è non sedersi a gongolare, rimanendo con la testa fra le nuvole e il trofeo tra le braccia. Doha come spartiacque, dunque: da una parta la possibilità di crescere e migliorare, badando al sodo e al futuro, dall’altra un nuovo baratro in cui sprofondare, stavolta volutamente e consciamente.
PUNTO DI PARTENZA - Vincenzo Montella è stato chiaro: la Supercoppa, per il Milan, questo Milan, dev’essere un trampolino, un punto di partenza, non certo un traguardo né tantomeno un eterno merito. I rossoneri, con l’aiuto del loro tecnico, dovranno riuscire a sfruttare il successo ottenuto in Qatar per provare a spiccare definitivamente il volo, e chi meglio dell’Aeroplanino può spiegare al gruppo come fare.
NUOVO CLICLO - La base tecnica c’è, ed è di sostanza oltreché giovane. E se il tanto agognato closing, nei prossimi mesi, dovesse davvero concretizzarsi, anche le casse del club tornerebbero finalmente a respirare. Roba da sognare in grande, magari un nuovo ciclo, con Montella in cabina di regia e una Supercoppa, stavolta sì, da ammirare col sorriso.


