Montella lavora su due versioni diverse del suo Milan: metodo camaleontico a seconda dell'avversario
Matteo Calcagni
Dopo stagioni di continui ribaltamenti e formazioni sempre diverse, settimana dopo settimana, Vincenzo Montella è riuscito a dare una continuità importante al suo undici, calbirando le variazioni a seconda dell'avversario e delle condizioni fisiche, riuscendo a non snaturare l'architrave della sua squadra. Dopo aver utilizzato ed inserito giocatori a mano a mano, l'Aeroplanino può contare su quindici/sedici elementi intercambiabili e, soprattutto, capaci di dare un volto diverso ai tatticismi del Diavolo.
I DUE MILAN - In questo momento, in una sorta di "abbondanza" umana più che numerica, il tecnico campano sta costruendo due Milan diversi, non per tattica o integrità, ma per approccio e filosofia. A Doha, contro una corrazzata come la Juventus, Montella ha puntato su una formazione "accorta", avanzando Bonaventura sulla linea degli attaccanti (sacrificando Niang) ed utilizzando un trio di centrocampo formato da Kucka, Locatelli e Bertolacci. Nell'imminente sfida contro il Cagliari, invece, l'ex allenatore blucerchiato sembra intenzionato ad optare per un undici più fantasioso e sbarazzino, con Niang nel tridente offensivo, Jack in mediana insieme a Locatelli (favorito su Bertolacci) e Pasalic.
VISIONE DI LUNGO PERIODO - Stiamo parlando di considerazioni che poi andranno applicate nel corso del tempo, ma la volontà di costruire due formazioni, una più offensiva e una più equilibrata, riservata ai "big match", sarebbe un bel meccanismo per affrontare gare molto diverse l'una dall'altra. Oltretutto, parlando sempre di rosa, è impensabile che lo stesso undici possa resistere sullo stesso livello da gennaio a maggio. Questo metodo di rotazione garantirebbe un turnover più logico e meno forzato, facendo sì che le modifiche non minino le prestazioni della squadra ma provino a migliorarle.


