Montella smette di festeggiare e pensa agli altri obiettivi: il vero traguardo è sempre lo stesso
Matteo Calcagni
In pochi, forse neanche i più ottimisti, avrebbero potuto prevedere un Milan quinto in classifica (con una partita in meno) ad inizio 2017 e potenzialmente al terzo posto solitario. Ma soprattutto un Milan vittorioso contro la Juventus in Supercoppa: un trofeo alzato dopo un lustro di digiuno. Vincenzo Montella si ricorda bene i commenti e le considerazioni estive, quando nelle varie valutazioni la formazione rossonera veniva posizionata in piazzamenti poco nobili, come se ci si aspettasse con pericolosa sicurezza un'altra stagione fallimentare. L'oscillante situazione societaria e il passaggio di proprietà, unito al blocco del mercato, hanno di certo influito sui pareri, ma sono il lavoro e il gruppo a rendere una squadra una vera squadra, non le questioni extra-campo.
EUROPA IN PRIMIS - L'obiettivo del Milan era e resta tornare in Europa, che sia quella più prestigiosa o quella meno, ma il discorso non cambia. Il club rossonero deve tornare a calcare i campi internazionali, con l'umiltà di chi ha messo da parte lo splendore del blasone a favore della grinta e della fame di vittorie. La Supercoppa Italiana, per quanto inaspettata, non deve far perdere la testa all'undici milanista, ora chiamato ad una seconda parte di campionato dello stesso livello della prima. Sotto questo punto di vista, durante la conferenza stampa pre-Cagliari, l'Aeroplanino è stato decisamente chiaro: "Siamo tutti contenti come ambiente Milan, anche se sicuramente non è un trofeo prestigioso che può farti perdere l'equilibrio o la testa come può essere invece la Champions League. E' giusto ricordare quelle sensazioni per poter raggiungere gli obiettivi futuri che sono entrare in Europa e la Coppa Italia, alla quale teniamo molto. In questi dieci giorni abbiamo vissuto quelle sensazioni e per quanto mi riguarda mi sono anche stancato di festeggiare".
I DUE MESI DECISIVI - Quale Europa per il Milan? A prescindere dalla classifica e dalle potenzialità dei rossoneri, è evidente che la concorrenza è agguerrita, il gap con le prime della classe evidente e l'impossibilità di fare mercato un macigno importante. A gennaio il Diavolo opererà esclusivamente a costo zero, sempre che ci sia la possibilità, il che difficilmente sposterà particolarmente gli equilibri in casa rossonera. Il che non è per forza un problema, ma è evidente che per lottare per la Champions questa squadra avrebbe avuto bisogno di un paio di innesti di valore. Montella è consapevole di dove può arrivare il suo Milan, ma questo non significa che i giochi siano fatti, in un senso o nell'altro. Molto dipenderà dai risultati dei prossimi due mesi, concetto espresso dal tecnico campano a Milanello: "Il nostro obiettivo iniziale è sempre stato quello di entrare in Europa. Il nostro obiettivo rimane quello. Nei prossimi 45 giorni si capirà quello che sarà più realisticamente il nostro obiettivo".


