Eppur si muove, quanti spunti dal mercato rossonero
Fabrizio Tomasello
Ormai ci siamo abituati. Sta per iniziare l’ennesima campagna acquisti tristanzuola e i sogni di gloria dei tifosi rossoneri devono ancora una volta cinicamente scontrarsi con una realtà di ristrettezze economiche che ne annienta le velleità ambiziose.
Eppure qualcosa si muove sotto traccia. Questi primi giorni di mercato in ottica rossonera si stanno rivelando ricchi di spunti interessanti. Forse è solo l’astinenza da campionato a rendere intriganti certe chiacchiere, ma qualche riflessione in ordine sparso forse è il caso di farla.
B&B - Senza disattendere il nuovo diktat berlusconiano, quello del Milan autoctono composto da ragazzi giovani e italiani che tante soddisfazione sta già dando ai tifosi, la nuova task force di mercato rossonera (Fassone e Mirabelli) pare aver messo nel mirino due dei talenti più apprezzati della nouvelle vague azzurra: Bernardeschi e Berardi. Come già anticipato in un nostro editoriale del 30 ottobre scorso, il principale obiettivo per la prossima campagna acquisti rossonera potrebbe essere uno dei due geniali fantasisti attualmente in forza a Fiorentina e Sassuolo. Su entrambi, classe 1994 quindi giovanissimi e con enormi margini di crescita, sembrano essersi concentrate le attenzioni anche della Juventus e dell’Inter, ma il Milan cinese pare intenzionato a muoversi - seppur con circospezione - fin da subito in vista della prossima stagione. Il rischio concreto è quello di un’asta sanguinosa, quindi giocare d’anticipo potrebbe essere la mossa decisiva.
KEITA - L’attaccante senegalese della Lazio sembra essere diventato il nuovo must dell’inverno rossonero. In rotta di collisione con Lotito, Keita potrebbe rappresentare il vero colpo grosso del mercato invernale del Milan, intanto perchè l’Everton non pare intenzionato - almeno al momento - a cedere in prestito Delofeu e poi perchè l’esterno biancoceleste è da sempre un pallino del futuro ds di Casa Milan Mirabelli. Si tratterebbe della prima vera forma di condivisione tra la vecchia e la nuova dirigenza rossonera: un prestito con obbligo di riscatto che consentirebbe a Montella di avere subito il giocatore, non costringerebbe la Fininvest a sborsare un solo euro adesso e impegnerebbe il Milan a giugno, quando Sino-Europe Sports avrà già formalizzato le operazioni di acquisto del club e potrà finalmente investire sulla squadra.
Perchè questo accada però sarà indispensabile realizzare la vera mission impossible: mettere tutti seduti attorno a un tavolo Galliani, Maiorino, Fassone e Mirabelli. Riusciranno i nostri eroi?
BADELJ - Il regista della Fiorentina sembra essere definitivamente uscito dai radar rossoneri. Prima di tutto per la risoluta opposizione della Fiorentina a cedere il centrocampista croato per una cifra inferiore ai 12 milioni di euro (che Galliani non ha); e poi per la ritrovata verve rossonera di Andrea Bertolacci, tornato da un lungo infortunio ed entrato immediatamente in sintonia con mister Montella, garantendo qualità e quantità anche al posto di Locatelli.
ORSOLINI - Da quando Galliani ha ufficializzato l’uscita di scena del Milan nella corsa al giocatore, Riccardo Orsolini è diventato il vero crack del mercato di gennaio. Curioso che quando sembrava potesse diventare rossonero si parlava di lui come un giovane di belle speranze, ma pur sempre un giocatore di serie B; ora che lo cerca la Juve è diventato il Ronaldo delle Marche.
LUIZ ADRIANO - Che non si parli più di cessione. La partenza del brasiliano in direzione Mosca - peraltro salutata con entusiasmo dal popolo milanista - va catalogata senza mezze misure come un “regalo” dell’attuale ad rossonero al club russo. Il fatto che sia stato pagato ben 8 milioni un anno e mezzo fa (pochi mesi dopo sarebbe arrivato a parametro 0) e gli sia stato riconosciuto uno stipendio sconcertante (oltre 3 milioni netti l’anno più bonus fino al 2020) è un boccone oggettivamente troppo amaro da mandar giù. Ancora più indigesto grazie alle notizie proveniente da Firenze, dove tal Nikola Kalinic, arrivato in viola dal Dnipro per l’esorbitante cifra di 5 milioni di euro (negli stessi giorni in cui Galliani realizzava il colpaccio Luiz Adriano), rischia di finire in Cina per la modica cifra di 45 milioni.
DONNARUMMA - Comprensibile la levata di scudi della tifoseria rossonera all’ennesima rivelazione destabilizzante di un solerte quotidiano nazionale sul possibile futuro a tinte bianconere di Gigio. Forse però anzichè scatenarsi contro chi le notizie le diffonde, sarebbe il caso di concentrare l’attenzione su di chi certe voci le mette in giro con il chiaro obiettivo di scatenare l'asta sul gioiellino di Casa Milan. A buon intenditor…


