Gol, rabbia e senso d’appartenenza: il Bacca furioso si è ripreso il Milan e i suoi tifosi
Salvatore Trovato
Quarto gol (il terzo su azione) nelle ultime tre partite. Aveva ragione Vincenzo Montella: Carlos Bacca è tornato, a modo suo, segnando reti pesantissime. Quella di ieri, purtroppo, non ha portato punti né soddisfazioni, ma è servita quantomeno a tenere il Milan in partita (grazie anche alle super parate di Gigio Donnarumma) fino alla beffa finale.
CINICO - Pochi palloni giocati? Poco importa... Bacca ha sempre fatto del cinismo la sua arma migliore. Un tiro nello specchio e un gol. O meglio, una ghiotta occasione sfruttata al meglio nel contesto di una partita difficile per il Milan. Insomma, il Peluca ha fatto il massimo, capitalizzando l’unica palla-gol degna di essere considerata tale. Peccato per l’infortunio che lo ha costretto ad abbandonare il match con l’argo anticipo, privando la squadra di un punto di riferimento là davanti.
RABBIA - Al fischio finale, poi, ecco il Bacca che non t’aspetti. Furioso, imbestialito, offeso da quel rigore concesso senza alcun perché dal disastroso direttore di gara. Perché quella maglia, nonostante le critiche ricevute, il colombiano la sente sua. Gol e senso d’appartenenza, dunque: in due mosse Bacca si è ripreso il Milan e i suoi tifosi. E pazienza se il referto stilato da Massa gli riserverà una squalifica: gli servirà, semmai, per fare un’ulteriore carica di rabbia.


