Esperienza o freschezza? Montella alla scelta del regista dell’ultimo capitolo stagionale
Pietro Mazzara
José Sosa o Manuel Locatelli? I candidati al ruolo di regista del rush finale di stagione del Milan sono solo due e solo l’accademia del campo di Milanello, con presidente Vincenzo Montella, potrà stabilire chi, tra i due interpreti del ruolo, avrà l’onore e l’onere di prendere per mano la squadra nel rettilineo finale verso un posto nella prossima Europa League. Entrambe le opzioni, come ovvio, presentano punti di forza e punti di debolezza. Andiamo a vederle nello specifico.
PERCHE’ SOSA - Dopo un periodo di adattamento ad una posizione che, in carriera, non aveva mai ricoperto, José Sosa aveva convinto praticamente tutti nella sua nuova versione da playmaker. Come molto spesso accade agli ex trequartisti, sono due le forme di evoluzione che possono intraprendere: o l’esterno offensivo o il regista. L’argentino è stato indirizzato, per cadenza e caratteristiche tecniche, verso la seconda strada e c’è da dire che lo ha fatto in maniera molto positiva, in un crescendo di prestazioni che lo hanno visto entrare spesso e volentieri nelle azioni dei gol milanisti con assist e palloni recuperati. Il suo punto di forza sono i cambi di gioco, un po’ meno gli inserimenti senza palla che unitamente ad un passo non proprio velocissimo, sono i due aspetti meno positivi della sua nuova vita.
PERCHE’ LOCATELLI - Puntare su Locatelli, invece, vorrebbe dire riprendere in mano quel processo di maturazione che Manuel, grazie alla fiducia di Montella, ha fatto più step nella sua scala evolutiva. Il periodo di appannamento che lo ha colpito tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio è ormai alle spalle, come ha dimostrato anche nelle gare contro Chievo e Genoa. Rispetto a Sosa, il Loca ha fin qui giocato in maniera più orizzontale e meno verticale, anche se il cambio di gioco è nel suo piede destro così come lo sono le conclusioni da fuori e gli inserimenti a rimorchio. Note negative, che potrebbero far propendere Montella per una sua esclusione, sono la poca esperienza in situazioni di tensione come le prossime settimane e quei momenti di leggera flessione che, all’interno delle partite, lo hanno portato a cercare giocate rischiose. Parola al campo e al presidente di giuria.


