LIVE MN - Vangioni: "Tutti parlano del Milan in Argentina, io sto vivendo un sogno. Il meglio deve ancora venire"
Daniele Castagna
Termina qui l'intervista di Vangioni a Milan TV
Obiettivo personale: "Aiutare la squadra, giocare il più possibile e mettere la forza per raggiungere l'Europa".
Sulla chiamata in Nazionale argentina: "È un momento difficile ma mi piacerebbe tornare. Spero che possa arrivare quel momento".
Su Pescara-Milan: "Abbiamo lavorato bene, anche nel corso di settimana scorsa. Stiamo tutti bene, anche se tutte le gare in Italia sono equilibrate e complicate".
L'importanza del derby: "Tutte contano perchè vogliamo andare in Europa, ma il derby è speciale".
Sulle origini italiane: "Emozionante tornare nel paese da cui è partita la mia famiglia. È incredibile. Poi in Argentina il Milan è un club enorme, ed essere qui è una soddisfazione immensa per tutti loro".
La città di Milano: "Mi piace davvero, ma piace anche a tutta la mia famiglia. La cucina? Buonissima, simile a quella argentina".
Il rapporto con i derby: "Boca-River, così come Milan-Inter, sono splendide partite. Quando si inizia la stagione, la prima cosa che si fa è guardare la data del derby. A tutti piace giocarlo: perchè ti guarda il mondo, perchè i tifosi lo vivono con passione, mi esalta".
La scelta del numero: "Numero normale, non è una scelta particolare. Mi piace semplicemente il 21".
Sulla voglia di gol: "Devo lavorare tanto per arrivare al gol. Sento che non sono al massimo. Quando sarò al vertice, tutto arriverà".
Sull'attaccare come terzino: "Il mister vuole che in alcune gare il terzino salga, mentre in altre deve rimanere schiacciato. Lo ascoltiamo sempre con attenzione, ma dipende sempre dall'avversario".
Sullo studiare gli avversari: "Il mister mi prepara i video di chi devo marcare. Da terzino devo spesso difendere giocatori di fascia molto forti".
Musica nel pre-partita: "No, non ascolto nulla di particolare. Io mi concentro pensando alla sfida, pensando a quello che potrebbe succedere e ripensando alle indicazioni del mister".
La musica nello spogliatoio: "Sì, la scelgo io anche se non è facile mettere tutti d'accordo (ride, ndr). Si ascolta un po' di tutto, anche se non capisco nulla della musica che ascolta Gigio (ride, ndr)".
Soddisfatto del periodo: "Sì, anche se credo che il miglior Vangioni debba ancora arrivare. Più gioco, maggiormente migliorerò".
Il periodo lontano dal campo: "Arrivato qui c'era un calcio completamente diverso. Ma ho capito che tramite il lavoro avrei raggiunto la mia opportunità. Sapevo che sarebbe arrivata quella maglia, non dovevo smettere di lavorare".
La prima gara da titolare: "Era un momento difficile perchè mia figlia appena nata non stava bene. È nata prima di Bologna-Milan, è stata difficile perchè pensavo a lei ma poi mi hanno detto che avrei giocato titolare e tutto è andato per il meglio. Anche il mister mi ha fatto i complimenti. In campo mi sentivo tranquillo nonostante la stanchezza mentale dei giorni precedenti. Non era facile per me non giocaren nei mesi precedenti, fu un bel momento anche per tutta la mia famiglia".
Il gruppo generale: "Si sta davvero bene. Tutti mi hanno accolto al massimo, fin dal capitano. Se il capitano dà l'esempio, tutti lo seguono. E c'è davvero un gruppo forte. È il nostro segreto per raggiungere l'Europa".
Un mate con Montella: "Una volta l'ha preso con noi (ride, ndr)".
Il gruppo dei latini a Milanello: "Ci piace stare sempre insieme. Facciamo il mate e mi hanno aiutato molto per tutto, dalla lingua fino ai consigli più semplici. Paletta, Mauri, tutti mi sono stati vicini. Ma tutto il gruppo è molto buono".
Impatto con l'Italia: "Mi piace, mi sento molto bene. È simile a casa mia e mi sento davvero tranquillo".
Il calcio in Argentina: "Non è solo un gioco, è una passione, una follia. Sono tutti un po' pazzi, innamorati del pallone".
Rapporto con il Milan: "Uno dei migliori club del mondo. In Argentina si guardano le partite e quando mi dissero della opportunità di venire qua, per me era un sogno. Quando si dice Milan nel Sudamerica è come magia. Non ci avrei mai creduto".
Paragone con Maldini: "Non è paragonabile con nessuno. Ho solo rispetto ed ammirazione per lui, ha fatto tutto al massimo nel mondo".
Idolo d'infanzia: "Non avevo uno nome preciso. Avevo solo Maradona ma era sopra chiunque".
Insegnamento della difesa all'italiana: "Tutti mi stanno aiutando, dallo staff al mister mi parlano e mi danno consigli".
Sul diventare terzino: "Io giocavo da esterno alto. Poi si infortunò un mio compagno in difesa e passai come esterno a centrocampo, da lì in poi nacque la mia carriera. E piano piano sono arrivato a fare il terzino con il Tata Martino. Lui me lo diceva sempre che io sarei dovuto essere terzino, ma all'inizio non mi piaceva".
I primi passi da professionista: "Tutti mi hanno aiutato, anche perchè giocavano sia mio zio che mio padre. Crescendo sono passato di squadra in squadra e tutti mi hanno sempre aiutato".
Sul soprannome: "El Piri arriva da mio padre, così tutta la famiglia è rimasta con questa soprannome. Anche i miei fratelli vengono chiamati così. Ma qui a Milanello mi chiamano Vangio".
La passione per il calcio: "È nata in casa, tutta la mia famiglia giocava a calcio. Da piccolo, 4/5 anni, ho iniziato a giocare con mia madre e mia nonna che mi accompagnavano agli allenamenti e da lì ho iniziato. Ho anche un tatuaggio dedicato alla mia città".
Sul momento: "Ora sto meglio a livello fisico. Mi sento decisamente meglio".
Uno dei protagonisti inattesi della stagione, Leonel Vangioni si racconta ai microfoni di Milan TV.


