Da Palermo a Palermo, come cambia il mondo di Lapadula
Daniele Castagna
Il giro di Lapa in 153 giorni. No, non è una nuova pellicola in uscita nelle sale italiane, bensì l'altalenante viaggio di Gianluca Lapadula nel suo primo anno in Serie A. Da portiere nelle giovanili della Juventus, nessuno avrebbe mai pronostico che, un giorno, quel ragazzino gracile di Torino arrivasse a vestire la casacca numero 9 del Milan. Non proprio una maglia qualunque... Eppure Sir Williams, come lo chiamano gli amici, girovagando tra tutte le categorie italiane e non solo (esperienza anche al Gorica), ha raggiunto il proprio sogno. Ed esiste l'attimo preciso in cui Lapa ha urlato al mondo tutta la sua gioia.
DA PALERMO - Il 6 novembre 2016, al 79' di Palermo-Milan, l'ex Pescara prelevava uno spento Carlos Bacca dal terreno di gioco. 180 secondi dopo, il classe '90 deviava in rete una conclusione volante di Suso: primo gol in Serie A, di tacco, corsa verso i propri tifosi e 3 punti conquistati. Le lacrime, le emozioni, la gioia; tutto moltiplicato qualche ora dopo dalla prima convocazione in Nazionale: aveva rifiutato la chiamata del Perù, sapeva che prima o poi sarebbe arrivato Ventura, e aveva ragione Lapa. Un periodo da sogno per un ragazzino arrivato dal basso e senza il talento del predestinato, lanciandosi in 3 reti marcate nelle successive 3 sfide. Ma poi gli Dei del calcio si voltano, quasi dimenticandosi di Lapadula...
A PALERMO - Gianluca si spegne, perde la via delle rete e vive 3 interminabili mesi tra panchine, pali, errori grossolani e scarso minutaggio. Bacca riconquista il suo posto da titolare, gli innesti invernali poi (Deulofeu ed Ocampos) allargano le rotazioni, spingendolo sempre più in fondo alle gerarchie. Lapa lavora, si allena in silenzio, riconquista la forma migliore e dopo 90 giorni di astinenza torna a provare quelle sensazioni per cui vivono i bomber: il pallone finisce in fondo al sacco contro il Chievo Verona, lui si emoziona stretto dall'abbraccio dei compagni. Un assist contro il Genoa, gli applausi della sua Pescara ed ora il Palermo, la squadra contro la quale tutto è iniziato. E Lapadula non vede l'ora di replicarsi, Bacca permettendo.


