Timidi sondaggi e rapporto freddo con Berlusconi, ma il Milan del futuro vuole volare sulle ali di Montella
Pietro Mazzara
Che Vincenzo Montella possa ricevere telefonate esplorative da parte di direttori sportivi o presidenti che hanno notato quanto di buono ha fatto quest’anno con il Milan è del tutto normale. L’allenatore dei rossoneri, infatti, è tra gli attori principali di questa stagione che, comunque vada, ha permesso al Milan di riaprire la bacheca per fare spazio alla Supercoppa Italiana conquistata a Doha lo scorso 23 dicembre. Ma se quella è stata la vittoria del campo, quelle ottenute a livello tecnico sono ancora più importanti e rappresentano la base sulla quale dovrà essere costruito il Milan della prossima stagione.
AVANTI CON LUI - Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli credono fortemente nel lavoro svolto fin qui da Montella, tanto è vero che sono intenzionati ad andare avanti con lui anche nei prossimi anni. Non appena ci sarà il closing, l’allenatore milanista incontrerà i suoi nuovi referenti con i quali potrà programmare la prossima stagione e, soprattutto, il prossimo mercato. Musacchio e Kolasinac, ad esempio, sono profili graditi all’aeroplanino e dovrebbero far parte della rosa dei difensori milanisti per la stagione 2017-18. Usiamo il condizionale perché, fino a prova contraria, non c’è ancora nulla di scritto e ufficiale, ma le notizie filtrate in tal senso sono più che positive.
FRIZIONI - Il problema, invece, si porrebbe nel caso in cui dovesse saltare nuovamente (e clamorosamente) il closing della prossima settimana. I rapporti con Silvio Berlusconi non sono idilliaci, ma più per le convenzioni arcaiche del presidente rossonero che per i demeriti del tecnico campano. Le “fisse” di Berlusconi sono sempre le stesse: Suso trequartista alle spalle di Bacca e Lapadula, De Sciglio centrale di difesa e così via. Ma fino ad oggi, ha avuto ragione Montella e chissà che dal 14 aprile in avanti, tutti questi patemi non passino in archivio nei libri di storia.


