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L'incessante toto-allenatore, la "non urgenza" di Galliani e l'amarezza di Berlusconi

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Matteo Calcagni
per Milannews.it
mercoledì 19 maggio 2010, 00:00Editoriale
autore Matteo Calcagni
19.05.2010 00:00Editoriale
Image Agency
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Sono giorni caldi per il mondo rossonero, da una parte costretto all'apnea a causa delle vittorie nerazzurre, dall'altra totalmente focalizzato sul fronte del futuro del Milan che, nonostante gli spiragli, pare abbastanza nebuloso e privo di chiarezza. Il toto-allenatore impazza, ogni ora un candidato diverso sale nelle ipotetiche graduatorie mediatiche: un tran tran affascinante, che tuttavia non può assolutamente portare benefici al Diavolo, costretto ad attendere la decisione sulla guida tecnica prima di affacciarsi su, eventuali, strategie di mercato. I tre/quattro "moschettieri", indicati da Galliani nella conferenza tenutasi ieri a Villa Gernetto, paiono piuttosto delineati, con quella "sorpresa" che potrebbe mischiare le carte in tavola. I tre nomi più forti sono, salvo colpi di scena, Galli, Tassotti e Allegri, ma le parole del Presidente in serata, davanti agli sponsor, paiono aprire con forza verso la prima soluzione: "Per me il nuovo allenatore sarà chi si occupa della Primavera", una candidatura importante, che tuttavia non é ancora stata ufficializzata. In ogni caso, chiunque risulterà il prescelto, sarà importante e fondamentale costruire un progetto sulle sue idee, cercando di evitare paventate annate da traghettati che, nel lungo periodo, non porterebbero a nessun risultato di prestigio: urge, quindi, con assoluta freddezza e decisione, allontanare i calciatori non più utili al progetto e ai pensieri del nuovo tecnico (sfruttando le possibilità che si apriranno sul campo delle cessioni, mai esagerate nel caso di giocatori over 30), andando poi a sostituirli con ragazzi volenterosi ed efficienti, non puntando al blasone dei nomi ma all'utilità del lavoro svolto in campo. Adriano Galliani, sempre in conferenza con gli sponsor, ha indicato qualche primo elemento importante sul futuro del Milan a livello di organico: saranno inseriti quattro giocatori della Primavera (Albertazzi, Strasser, Verdi e Oduamadi) e si tenterà di riacciuffare Davide Astori, il cui nome é stato fatto dall'A.D. rossonero come uno dei possibili prossimi giocatori provenienti dalla "Cantera" rossonera. L'inserimento dei quattro ragazzi della formazione di Stroppa, tuttavia, dovrà essere ponderato con intelligenza e, soprattutto, non essere soggetto a forzature. I quattro giovani indicati, infatti, hanno la forte necessità di giocare, senza essere costretti a finire come sesta/settima scelta di un reparto, con il rischio di trascorrere buona parte della stagione sulla tribuna di San Siro.

Galliani, inoltre, ha ribadito nuovamente la mancanza di urgenza nel scegliere il nuovo tecnico: urgenza che, al contrario, è quantomeno viva, in modo da costruire fin da subito lo scheletro del prossimo Milan. I rossoneri, a prescindere dagli inserimenti dei Primavera e dei giovani a spasso per l'Italia, hanno bisogno di rinforzi seri in diverse zone del campo: chiudere qualche trattativa prima dell'inizio del Mondiale, oltre a far dormire qualche sonno tranquillo ai tifosi, potrebbe permettere di risparmiare qualche soldo in più ad una Società ormai attentissima al bilancio. I sostenitori del Diavolo, come più volte ribadito, non chiedono la luna ai propri dirigenti, non oseranno mai fare nomi altisonanti come Fabregas, Ribery, Rooney o Cristiano Ronaldo. I tifosi si accontentano dello "Champagne normale" (citando le parole dell'Amministratore Delegato), ma non accettano di essere presi in giro con un vino cartonato, magari prossimo alla data di scadenza. Uno dei motivi per cui, tutto il popolo rossonero, si é voluto unire in una contestazione pacifica e d'impatto, come quella avvenuta nel pre-partita di Milan-Juventus: un gesto per richiamare l'attenzione presidenziale, nella speranza che qualcosa, anche in minima parte, possa migliorare. Il Presidente Silvio Berlusconi, amareggiato dopo la protesta dei tifosi, dovrebbe capire che il popolo milanista chiede solo maggiore attenzione, in quanto, con un piccolo sforzo in più, la squadra potrebbe ritornare a lottare per traguardi importanti. La stagione appena conclusa, infatti, è un emblema di tale considerazione: con due/tre innesti in più, neanche di primissimo livello, si sarebbe potuto sventolare il rossonero in Piazza Duomo, festeggiando un tricolore che la corazzata interista ha cercato in tutti i modi di regalare alle avversarie. La chiusura porta ancora la firma presidenziale: "Non posso permettermi spese eclatanti, ma se c'è qualcuno che può assicurare il salto di qualità, non mi tiro indietro", parole che, si spera, possano tramutarsi in realtà quest'estate, andando ad evitare nuovi malinconici casi Cissokho.

per Milannews.it

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