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Open VAR è sparito, ma gli audio servono: cosa si sono detti Ferrieri Caputi e Cosso?

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Ivan Cardia
Oggi alle 09:38Serie A
autore Ivan Cardia
03.11.2026 09:38Serie A
La trasmissione che rendeva pubblici gli audio arbitrali è ferma: il caso di Como-Venezia riapre il tema della trasparenza sul VAR
www.imagephotoagency.it
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L’errore resta, in combinato disposto tra Maria Sole Ferrieri Caputi e Francesco Cosso, rispettivamente arbitro e VAR di Como-Venezia. È di quelli marchiani e, soprattutto, è quello che più di tutti ha fatto arrabbiare il designatore Daniele Orsato in questo inizio di campionato. Non solo perché era presente in tribuna al Sinigaglia, ma perché va nella direzione opposta rispetto alla linea che, peraltro con tanta diffidenza da parte di molti osservatori - noi compresi -, sta cercando di imporre: meno VAR c’è, meglio si sta. In quest’occasione, la tecnologia ha portato a commettere una svista, anziché eliminarla. E, se gli insulti sessisti sono assolutamente da condannare, resta una questione irrisolta: non sappiamo perché Ferrieri Caputi, che in campo aveva visto correttamente il rigore per il Venezia, abbia poi deciso di revocarlo.

Gli audio sono spariti

Fino alla scorsa stagione, gli audio delle conversazioni tra arbitro e VAR erano disponibili. In qualche caso - a parte i sospetti un po’ complottisti sui tagli - ci sono stati episodi di reticenza non proprio trasparente, basti pensare al caso degli audio relativi al contatto tra Bisseck e Ndicka in Inter-Roma, ma in generale Open VAR rappresentava una grande operazione di trasparenza. Oggi, la trasmissione è finita in naftalina: la FIGC, in altre faccende affaccendata da diversi mesi, sta trattando con DAZN e con gli altri broadcaster per riportarla a galla, con l’AIA alla finestra, ovviamente, ma da settimane non se ne sa più nulla. Se tornerà, per quello che è filtrato finora, sarà comunque una versione edulcorata e didattica rispetto a quella che conoscevamo. E qui, però, scatta una necessità.

Fateci sapere cosa si sono detti

Il punto è che, per quanto gli arbitri non gradiscano troppo invasioni di campo - e Orsato men che meno - e quegli audio del VAR siano ovviamente materiale da maneggiare con cura, aiutavano a capire come e perché fosse successa una determinata cosa. In questo caso, visto che è del tutto incomprensibile quello che è accaduto - e non è stato nemmeno molto edificante il comportamento di alcuni giocatori in campo, tutto il contrario, per esempio, di quanto visto nel derby di Milano con Mario Gila, molto rispettoso -, la diffusione del dialogo aiuterebbe a capire. A togliere ogni dubbio, a sgombrare il campo da qualsiasi ombra: siamo sicuri che non ce ne siano, ma ascoltare il dialogo tra Cosso e Ferrieri Caputi chiarirebbe tutto.

Come funziona all'estero

Fuori dai confini, peraltro, la strada verso una maggiore trasparenza è già stata imboccata e mantenuta, anche se con modalità diverse da Paese a Paese. Il modello più aperto è quello della Spagna: RFEF e LaLiga rendono pubblici gli audio delle conversazioni tra arbitro e VAR relative alle azioni sottoposte a revisione al monitor e, anche nella stagione 2026/27, la Federcalcio spagnola pubblica sul proprio sito gli episodi giornata per giornata. Non viene quindi diffuso tutto ciò che si dicono gli ufficiali di gara, ma il contenuto delle review è accessibile con regolarità. In Premier League la formula è diversa: attraverso il programma Match Officials Mic’d Up vengono resi disponibili, a posteriori, gli audio completi di alcuni episodi selezionati, accompagnati dall’analisi del responsabile degli arbitri Howard Webb. Per la stagione 2026/27 la Premier ha ulteriormente aumentato la trasparenza, pur chiarendo che l’audio del VAR non può essere trasmesso in diretta per le restrizioni imposte dall’IFAB. Germania e Francia hanno invece puntato soprattutto sulla comunicazione della decisione al pubblico: in Bundesliga, dopo una review al monitor o una decisione modificata dal VAR, l’arbitro spiega allo stadio cosa è stato controllato e quale sia l’esito finale; un sistema analogo è stato sperimentato anche in Ligue 1. La FFF ha peraltro chiesto all’IFAB di poter sperimentare una sonorizzazione completa e continua degli arbitri, ricevendo risposta negativa.

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