ESCLUSIVA MN - Ravezzani: Difesa e centrocampo da sistemare. Mi fido poco dei russi
Antonio Vitiello
In esclusiva per MilanNews.it il direttore di Telelombardia e Antenna 3 Fabio Ravezzani. Giornalista con un passato a Tuttosport, Ravezzani ha parlato del prossimo allenatore Allegri e del mercato del Milan, individuando nella difesa e nel centrocampo i punti deboli della squadra.
Iniziamo proprio da Allegri, lei pensa che sia la soluzione giusta per il Milan?
“La soluzione giusta relativa alle alternative. Tra tutte quelle che vedo mi sembra la più interessante. Un allenatore che ha una storia di successi, il vero problema di questo tipo di allenatori è avere a che fare con giocatori che ritengono di saper già fare tutto. Bisogna vedere che tipo di personalità ha Allegri per imporsi. Il bravo allenatore non è quello che usa una tattica migliore ma è quello che riesce a farsi rispettare da giocatori che in questo caso sono ex nazionali, palloni d’oro, e spesso sono poco disponibili a farsi insegnare qualcosa da qualcuno che non ritengono abbia vinto niente”.
Dopo lo scudetto anche la Champions. L’Inter ha dominato gli ultimi anni, ora i tifosi rossoneri si aspettano dal Milan una reazione d’orgoglio
“Difficile prevederla in una squadra che negli ultimi anni non ha investito. Non ha comprato sul mercato i giocatori più importanti. Ha preferito tenere una vecchia guardia che è un po’ l’autunno calcistico e che col passare degli anni ha sempre meno energie e meno determinazione. Credo che se questi sono i piani per la stagione che viene, difficilmente si possa pensare che il Milan colmi il gap, secondo me è destinato ad ampliarsi ancora”.
Per lei quanto di vero c’è nella trattativa con i russi
“Mi fido poco dei russi, non ho mai visto un magnate russo che ha comprato una squadra italiana. Mi auguro che sia vero, però storicamente quando una squadra va in difficoltà e vuole vendere magicamente viene fuori il nome russo. Il più delle volte sono speculazioni giornalistiche. Anche se in questo caso abbiamo l’amicizia tra Putin e il presidente Berlusconi che potrebbe favorire l’entrata in società, ma resto scettico”.
Quale è il reparto che ha bisogno di maggiori investimenti?
“Direi la difesa. Nesta ha dimostrato di essere un grande giocatore ma poco affidabile nell’arco di una stagione. I laterali lasciano a desiderare. Zambrotta è un po’ appassito, dall’altra parte Antonini è stata una scoperta ma c’è ancora molto da lavorare. Poi c’è il vecchio discorso che il Milan non è stato capace di risolvere in questi anni. Parliamo del centrocampo, il motore della squadra. Un motore usurato da mille chilometri, da battaglie, vittorie. Accanto a un buon difensore servirebbe un ottimo centrocampista. Se si pensa di continuare a puntare su Pirlo, Gattuso, Ambrosini, Seedorf, un gruppo di ultratrentenni, affaticati e malmessi fisicamente, non si può immaginare un Milan competitivo per l’anno prossimo”.
Nomi caldi ancora non circolano, il mercato del Milan deve ancora iniziare
“Deve iniziare un mercato con qualche buona intuizione. Se il Milan può essere tutto sommato accettabile in attacco, deve esserlo anche negli altri reparto. Ho trovato incomprensibile che negli ultimi sei anni il Milan non sia mai riuscito ad inserire un solo grande centrocampista in questo gruppo. Ne abbiamo visti passare tanti. L’operazione Flamini è stata assolutamente sbagliata. Una squadra come il Milan negli ultimi sei anni nel punto nevralgico del campo non sia mai riuscito a trovare un titolare, non un fenomeno, ma un buon giocatore. Se pensi all’altra parte di Milano, l’Inter è riuscita ad inserire moltissimi centrocampisti negli ultimi anni. Gente che fa i chilometri ed è polivalente”.


