Milan su Kalinić. Tutti i pro e i contro della punta croata
Daniele Castagna
Come in una vorticosa tempesta, il Milan studia, sonda, vigila e analizza nomi su nomi, non conoscendo il significato della parola “pausa”. Non c’è nemmeno il tempo di incassare la volontà britannica di Morata, che il puntero spagnolo è già dimenticato (o quasi), proiettandosi su nuovi volti e profili. Radio mercato, costantemente accesa sulle frequenze rossonere, racconta oggi di un Diavolo seriamente interessato all’operazione Nikola Kalinić, destinato senza se e senza ma a lasciar la Fiorentina. Il tifo, ormai, si muove rapidamente sui social, e l’avvicinamento alla punta croata avrebbe spezzato in due tronconi l’opinione dei fan. Come per ogni vicenda esistono i pro e i contro, quella di Kalinić non fa nessuna eccezione.
PERCHÈ SÌ - In un mercato spesso dettato dall’impulso di acquistare giusto per il gusto di scialacquare, il fatto che il ragazzo sia un forte desiderio di Vincenzo Montella può già essere una motivazione più che valida. Il tecnico rossonero stravede per l’attuale numero 9 viola, tanto da pressare costantemente la dirigenza per ricevere novità al riguardo. Non bastasse, l’ex Dnipro porterebbe in dote alla causa rossonera una qualità assente all’interno della rosa attuale: la capacità di legare i reparti. Lui, come pochi altri in Serie A, ha l’abilità di reggere l’attacco da solo, di spaziare per l’intero fronte, di creare spazi per le incursioni di eventuali trequartisti (Bernardeschi ancora lo ringrazia, stagione in doppia cifra), esterni offensivi e mezzali del centrocampo. Ma non solo: regalerebbe ai primi registi della manovra (difensori centrali e centrocampista davanti alla difesa) la soluzione del lancio lungo, scelta obbligata in casi di difficoltà e praticamente inutilizzabile con l’attuale batterie di punte. Non bastasse tutto ciò, si aggiungono al mix anche l’esperienza in Europa League (vissuta da finalista della competizione) e la carta d’identità che recita classe ’88, dunque al picco della propria carriera in un Milan al rilancio tra giovani ed esperti.
PERCHÈ NO - Detto dei pro, è il turno di analizzare i contro dell’eventuale acquisto. E partiamo proprio dai costi dell’operazione: il possibile accordo sulla base di 30 milioni fa storcere il naso a molti, soprattutto per un giocatore non rivendibile in futuro e con un aurea tutt’altro che da superstar. Gli anni, come spiegato in precedenza, sono 29, dei quali 19 passati sui campi di Hajduk Spalato, Pula, Sebenico, ancora Hajduk, Blackburn, Dnipro e Fiorentina: non la più scintillante delle carriere. In questa vita da giramondo, la collezione dei gol non è mai stata la sua prima necessità calcistica, più focalizzato a far girare la squadra piuttosto che cercare la rete ad ogni costo. I numeri riflettono questo stile di gioco: 44 marcature all’Hajduk, 13 col Blackburn, 49 in Ucraina e 33 con la Viola. Vena realizzativa non da cecchino infallibile, ma spallate e duelli vinti con gli avversari tanti da buttar via. L’ultimo appunto, mosso sopratutto dall’universo rossonero, è la poca mediaticità del nativo di Salona: dopo aver ‘sbandierato’ la volontà di chiudere per un nome scintillante, roba da copertina dei giornali e volto da campagna abbonamenti, i lineamenti del balcanico convincono poco il fine palato di una frangia rossonera. Kalinić sì, Kalinić no. E voi da che parte state?


