30 milioni in più per il botto finale, che sarà in attacco. Kalinic? Meglio far crescere Cutrone a Milanello. Le fideiussioni, gli esperti e la paura
Pietro Mazzara
L’interrogativo che attanaglia tutti, addetti ai lavori e tifosi, è ormai noto da giorni: chi prenderà il Milan in attacco? I 30 milioni di extrabudget che arriveranno nelle prossime ore nelle mani di Fassone e Mirabelli fanno pensare che il botto in canna sia di quelli forti, potenti, forse addirittura in grado di spostare gli equilibri. Dopo aver assestato gran parte della rosa ed in attesa delle cessioni, che serviranno per rimpinguare il saldo entrate/uscite, i due dirigenti milanisti (osannati dalla Curva in occasione del ritorno con il Craiova), stanno pianificando il colpo del post ferragosto. I nomi che girano sono tanti, tutti di altissimo livello e fanno sognare. Da Cavani a Benzema, passando per Falcao e Aguero fino ad arrivare a Ibrahimovic, con Aubameyang che fa su e giù nel borsino del mercato e la suggestione Cristiano Ronaldo che fa impressione solo nominare accanto al nome del Milan. Quel che è certo è che il passaggio di Neymar al PSG potrebbe dopare, ancora di più, le valutazioni dei cartellini dei giocatori. Ma il Milan vuole dare uno/due giocatori offensivi a Montella e uno di questi, chissà, potrebbe essere Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese è un’opzione a parametro zero e verrà presa in considerazione nei prossimi giorni in base anche ai riscontri che verranno forniti sulle condizioni del terminator svedese. Un suo ritorno, inutile dirlo, sarebbe un colpo di grande clamore, magari unito ad un attaccante in stile Kalinic (strettamente legato alla cessione di Bacca), e farebbe certamente rumore. Inoltre, non è nemmeno da escludere che un Ibra bis possa essere propedeutico anche ad un ingresso futuro dello svedese nella dirigenza rossonera, cosa che secondo alcuni rumors che arrivano dalla Svezia, piacerebbe e non poco a Zlatan. Da valutare, poi, la situazione di Cutrone: avrebbe senso investire 20 e rotti milioni su Kalinic quando, in casa, c’è un prospetto così importante in ottica futura? Personalmente penso di no, perché è meglio investire su un classe 1998 di tua produzione che su un giocatore che sta imboccando la parte finale della carriera.
Concludo con la questione delle fideiussioni dei nuovi acquisti del Milan. Il fatto che la banca Ifis faccia capo ad un ramo della famiglia Agnelli non vuol dire che sono stati gli Agnelli a garantire gli acquisti di Bonucci e Biglia. Il Milan si era rivolto sia a Ifis sia a Generali e ha ottemperato alle sue adempienze in tempo utile, mettendo a tacere le voci di tutti quegli esperti di economia applicata al calcio che, puntualmente, hanno cercato di screditare l’operato rossonero. E chissà cosa potrà accadere quando e se arriverà IL colpo.


