Una retroguardia granitica e totalmente rinnovata: investimenti saggi di Fassone e Mirabelli per un vero e proprio differenziale
Matteo Calcagni
"Questi sono i nostri veri numeri". Il messaggio, forte e chiaro, del Milan, nella sua nuova (e vincente) politica social, per ribadire ancora una volta, nero su bianco, le cifre del suo mercato. Un mercato, quello rossonero, che ha portato a Milanello undici giocatori e ne ha rinnovati tre, uno dei quali Gigio Donnarumma, in una trattativa che ha rappresentato quasi un nuovo acquisto. Proprio il numero (e classe) 99 è il primo pilastro di una retroguardia che si è totalmente rinnovata, trasformandosi nei volti, nella qualità e nella forza.
PORTA INVIOLATA - Poco meno di un anno fa, dopo cinque partite stagionali, il Milan aveva incassato sette reti: due contro il Torino, quattro a Napoli e una nel capitombolo interno di fronte all'Udinese. Non si può dire che Craiova, Shkendija e Crotone siano al livello delle sopracitate, ma il dato degli zero gol presi non può e non deve passare in sordina. Questa squadra, oltre a mantenere la porta inviolata, limita al massimo i tiri dell'avversario: vero e proprio segreto di tutte le retroguardie granitiche della storia. L'esempio sta nel precedente risalente al '93, stagione in cui il Milan degli "Invincibili" di Capello iniziò la sua annata con dieci gare senza subire alcuna rete. Tassotti, Baresi, Costacurta e Maldini davanti a Sebastiano Rossi. Ogni commento sarebbe superfluo.
QUANDO L'INVESTIMENTO È SAGGIO - In attesa che Alessio Romagnoli ritorni al 100%, la retroguardia "tipo" di questo Milan ha trovato una sua conformazione che deriva totalmente (o quasi) dal mercato: Donnarumma (trattativa fiume e sudatissimo prolungamento), Conti (24 milioni più Pessina), Musacchio (18 milioni), Bonucci (42 milioni), Rodriguez (15 milioni più tre di bonus). Investimenti assennati, congrui e non esorbitanti se paragonati ai valori, che hanno portato ad una costruzione di alto livello e solidità, come dimostrato finora in queste primissime uscite. Sarebbe stato semplice limitare gli sforzi economici in attacco per vendere magliette e suscitare il clamore delle folle, ma Fassone e Mirabelli hanno voluto partire dalla difesa, effettivo e concreto differenziale tra le grandi squadre e le grandi squadre che possono provare a vincere.


