Ultimi giorni di mercato, tra movimenti di export e una sensazione di chiusura in entrata. Fassone spiega cosa sarà il Milan tra un anno: con o senza Champions cambia tutto
Pietro Mazzara
Dal CdA di oggi all’ultimo giorno di mercato, iniziano gli ultimi quattro giorni di un’estate da record, sotto tutti i punti di vista, per il Milan e per chi lo segue da vicino come noi di MilanNews.it. Un’estate fatta di colpi di mercato, di giocatori presi quado sembrava perfino impossibile accostarli ai rossoneri, altri che sono emersi in anonimi pomeriggi di week end mai banali, come accadde per Calhanoglu. Eppure, la sensazione è che ancora non sia finita. C’è ancora qualcosa da fare in entrata, ma anche in uscita, per definire al meglio la rosa che, fino a gennaio, sarà a disposizione di Vincenzo Montella. Mancano due tasselli che sono un centrocampista e un attaccante esterno. Perché con buona pace del pirata Borini, non può esser lui il titolare della corsia mancina d’attacco del Milan. In quella posizione, in caso di vuoto finale nel puzzle milanista, verrà alzato con costanza Jack Bonaventura, con Calhanoglu più arretrato e nel vivo della manovra.
Da Roma, sponda Lazio, c’è chi spergiura che Lotito basi le sue pretese per Keita sull’offerta ricevuta (e pare ancora viva) del Milan. I problemi per arrivare al giocatore, però, sono sostanzialmente due: il primo è il suo rifiuto iniziale al Milan, non convinto del progetto. Il secondo, che poi è la diretta conseguenza del primo, è che Calenda lo ha promesso alla Juventus. Lotito è furente e potrebbe imporre a Simone Inzaghi la tribuna di Keita. Ma se alla fine si dovesse concretizzare il passaggio di Niang al Torino, allora ci sarebbe un bugco anche numerico da colmare, ma è difficile pensare ad un assalto milanista dell'ultim'ora. In mezzo al campo il nome caldo rimane quello di Rafinha, fratello meno nobile di quel Tiago Alcantara che si è preso Monaco di Baviera e non solo. Vedendo quello che circola in giro, è l’opzione più fattibile. Nel CDa di oggi non è previsto un extrabudget e anche i soldi delle eventuali entrate potrebbero non essere riutilizzati subito, ma destinati al mercato di gennaio.
Ma non ci sarà da stupirsi se il Milan operasse solo in uscita. Oltre al già citato Niang, sono fitti i colloqui con il Fenerbahçe per Gustavo Gomez, sul quale potrebbe arrivare anche il Benfica. Con anche Paletta con il foglio di via da Milanello, la batteria dei centrali sarebbe ridotta all’osso, ma non verrà rimpolpata visto che a Milanello pensano che Bonucci, Musacchio, Romagnoli e Zapata possano bastare, con Ricardo Rodriguez eventuale jolly da sfruttare come centrale mancino.
I numeri snocciolati dal club sabato sera, poi, hanno seminato gli ultimi dubbi sulle cifre degli investimenti fatti, sugli aumenti di capitale sottoscritti e anche a quanto ammonta il finanziamento che, entro ottobre 2018, i rossoneri dovranno restituire al fondo Elliott. Una scelta importante, che da ulteriormente l’idea dell’operazione messa in piedi per l’acquisizione del club e degli investimenti fatti per rafforzare la squadra. In più la lunga intervista concessa da Fassone al Guardian, ha fatto capire quello che potrà essere lo scenario del Milan tra un anno, con o senza Champions League.


