Milan carpe diem: un mercato mirato per un 2011 "ossigenato"
Matteo Calcagni
Del 2011 si è parlato, ormai, a dismisura: non è la data della fine del Mondo per i Maya, datata 21 dicembre 2012, ma rappresenta un punto di svolta importante per il Milan, caratterizzato da numerosi ed onerosi contratti in scadenza, una chiave cruciale per poter ricostruire la formazione rossonera dalle fondamenta. Quando si parla di ricostruzione, tuttavia, non si tiene conto del peso che tale "restyling" potrebbe avere sulle "precarie" casse di via Turati. Il listone dei giocatori in scadenza annovera infatti tali nomenclature: Abbiati, Kaladze, Nesta, Jankulovski, Oddo, Ambrosini, Seedorf, Pirlo, Inzaghi e Ronaldinho. Balza subito all'occhio, in questa nutrita squadra, la presenza dell'intero centrocampo rossonero, ad esclusione dei soli Flamini e Gattuso, in scadenza nel 2012. Per ragioni di età e, ovviamente, di ingaggio, è difficile e avventato pensare che il Milan rinnoverà i contratti a tutti i tre senatori del centrocampo: il capitano, Massimo Ambrosini, avrà 34 anni; Clarence Seedorf, invece, avrà raggiunto quota 35; mentre Pirlo, il metronomo di tante battaglie, spegnerà le sue 32 candeline. A prescindere da chi, secondo le decisioni societarie, riceverà il famoso "rinnovo al ribasso", risulta quantomeno imprescindibile un consistente rinnovo della linea mediana rossonera, con almeno due innesti di assoluto livello. Ovviamente, essendo i fondi totalmente differenziali da una riserva aurea, un investimento massiccio per il centrocampo risulterà complicato anche nel 2011, essendo obbligati rinforzi anche in altri settori del campo, come la difesa e l'attacco, quando molti giocatori saluteranno Milanello dopo anni di onorato servizio. Cosa fare per evitare un 2011 alla "canna del gas"? La risposta, in un modo o nell'altro, ci porta immediatamente al presente e, senza giri di parole, alla tanto vociferata ed imminente campagna di rafforzamento estiva.
Il mercato, salvo colpi di scena, non dovrebbe riservare grosse sorprese e grandi colpi ma, allo stesso tempo, non potrà limitarsi ad una sterile apatia generale. Riuscire a confluire i pochi fondi disponibili (si parla di poco meno di 20 milioni di euro) in ruoli chiave per il presente e per il futuro, potrebbe permettere ad Allegri di contare, nell'immediato, su una rosa sicuramente più competitiva e, inoltre, garantire alla Società un piano di rafforzamento meno sanguinoso per la prossima stagione. Due pedine focali che, in sede di calciomercato, dovrebbero essere agguantate riguardano principalmente due settori del campo: gli esterni ed il centrocampo. L'acquisto di un buon terzino (si è parlato di Aogo, van der Wiel e Taiwo del Marsiglia), rincorso da più stagioni, restituirebbe finalmente ossigeno ad un reparto non certo brillante: per affrontare tale operazione, tuttavia, servirà la cessione di uno o più tasselli della rosa attuale (i candidati più forti, come ribadito da più fonti, sono Massimo Oddo e Kakhaber Kaladze). Un altro rinforzo importante, che spesso viene sottovalutato, è quello relativo appunto alle linea mediana del campo che, come già affrontato, si troverà al termine della prossima stagione in condizioni decisamente precarie, con contratti in scadenza ed età anagrafica esorbitante. Il nome che, in un sol colpo, rinvigorirebbe un intero reparto, potrebbe essere lo spagnolo Pedro Leon, tornato in auge dopo un ipotizzato allontamento delle ultime settimane: il ventitreenne del Getafe, infatti, avrebbe la possibilità di inserirsi in più ruoli all'interno del centrocampo rossonero, potendo svolgere il ruolo di regista, di interno destro e di trequartista, permettendo respiro ai vari senatori milanisti. Un doppio colpo fruttuoso, in queste due zone di campo, garantirebbe una competitività maggiore e, ulteriormente, un 2011 più sereno e "ossigenato", senza l'obbligo e la frenesia di dover rivoluzionare l'intera rosa.


