Da Cissokho a Livaja: il Milan li scopre, gli altri li comprano
Pietro Mazzara
Da circa un paio d’anni il Milan cerca dei talenti validi che non hanno ancora un nome affermato per poter poi ritrovarsi in casa dei campioni. Era successo per con Andriy Shevchenko nel gennaio del 1999 quando con un blitz in Ucraina, Galliani e Braida andarono a prendere uno degli attaccanti più promettenti d’Europa che è poi diventato uno dei cinque centravanti più forti del mondo degli ultimi 10 anni. La stessa manovra venne fatta per Kakà e Pato, grandi prospetti in Brasile, grandi giocatori in Italia. Tutte queste operazioni però vennero rese possibili da una disponibilità economica importante che consentì ai dirigenti rossoneri di poter concludere le operazioni prefissate. Da qualche anno a questa parte, invece, la situazione è drasticamente cambiata.
Le felici intuizioni di Gourcuff e Cissokho non sono state portate avanti ed i risultati stanno dimostrando che ci si era visto giusto, così come Javier Pastore, accasatosi al Palermo ed Hugo Lloris, portiere soffiato dal Lione ai rossoneri. Adesso, gli ultimi nomi portati in Italia dal Milan sono stati quelli di Edin Dzeko e di Milos Krasic che, dopo l’interesse del club di via Turati, si sono fatti un nome importante ed un mercato europeo a suon di milioni. L’austerity non consentirà a Galliani di portare a Milanello nessuno dei due e la cosa che più rattrista è che, anche a livello di settore giovanile, al Milan vengono soffiate dei giovani prospetti come il croato Livaja che firmerà per l’Inter. Un calo di appeal importante che deve far riflettere.


