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Il carnefice della Lazio ancora in cerca del suo rango rossonero: il diktat di Jack può aprire una strada

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
giovedì 7 settembre 2017, 12:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
07.09.2017 12:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Poco più di un anno fa, il 26 agosto 2016, un centrocampista turco ha dato il là alle danze all'eliminazione europea della Lazio, nei preliminari di Champions League: lo stadio era il BayArena e il giocatore Hakan Calhanoglu. Dodici mesi dopo, alla terza di campionato, il destino del classe '94 si incrocerà nuovamente ai colori biancocelesti, questa volta con la maglia del Milan. Eppure il nativo di Mannheim, acquisto più acclamato della tifoseria Bonucci escluso, fin qui è stato il nuovo arrivo con più difficoltà ad adattarsi. I problemi sono principalmente due: il ruolo e il lungo stop (forzato) causa squalifica che ha arrugginito i suoi meccanismi.

ASPETTATIVE - Il numero 10, al Milan, non ha brillato di luce propria nelle ultime stagioni. Prima è stato sulle spalle dell'ultimo Boateng, in fase calante e prossimo all'addio, poi è passato sulle spalle di Keisuke Honda, gran professionista che, nonostante l'impegno, ha raramente saputo infiammare la piazza. Quando Fassone e Mirabelli hanno chiuso per Calhanoglu, dotato di un estro che latitava da anni in casa rossonera, la tifoseria ha mostrato da subito un grande entusiasmo. Il turco si è preso proprio quel numero tanto pesante, il che ha smosso i sogni dei nostalgici e le speranze in un nuovo e decisivo "fantasista". Il 4-3-3, tuttavia, non è la casa migliore per Hakan, che non è un esterno e nemmeno un interno di centrocampo, potendo comunque ricoprire entrambi i ruoli. Montella finora lo ha utilizzato come mezz'ala, con risultati altalenanti: l'ex Bayer si è mostrato più positivo in interdizione che in impostazione, segno che la posizione tende a limitarlo.

EVOLUZIONE - Qualora Bonaventura non fosse ancora al 100%, contro la Lazio toccherebbe ancora a lui agire come interno mancino, a meno che l'Aeroplanino non decida di optare per uno schieramento più "conservativo", affiancando Montolivo o Locatelli al probabile duo Biglia-Kessie. Intanto, con la Nazionale turca, Calhanoglu ha disputato novanta minuti nel successo interno contro la Croazia, giocando come esterno destro di centrocampo. La sensazione è che vedremo il vetritreenne turco in molti ruoli, a meno che Montella non trovi una sistemazione o un modulo che riesca a liberare la sua fantasia. Vista la presa di posizione di Bonaventura che ha ammesso, in maniera piuttosto chiara, di voler giocare mezz'ala, il tecnico campano potrebbe pensare ad un'evoluzione tattica del 4-3-3, in una sorta di 4-3-2-1. In questo modo non si perderebbe lo strapotere di Suso e, allo stesso tempo, Calhanoglu potrebbe giostrare in una posizione a lui più congeniale, senza essere costretto a fare tutta la fascia ma potendo muoversi con maggior libertà.

per Milannews.it

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