ESCLUSIVA MN - Onofri: “Milan, grande mercato. Kalinic è perfetto per le idee di Montella. Cutrone? In area ha la cattiveria di Inzaghi”
Enrico Ferrazzi
Per parlare del mercato del Milan e dell’inizio di stagione del Milan, la redazione di Milannews.it ha contattato in esclusiva Claudio Onofri, ex allenatore e noto commentatore di Sky. Ecco le sue parole:
Signor Onofri, il Milan è stato uno dei club più scatenati sul mercato. Che voto dà alla campagna acquisti rossonera?
“Il Milan ha fatto qualcosa che era dovuto nei riguardi dei tifosi per cercare di riportare a galla una società che non stava attraversando un grande momento. E lo hanno fatto con giudizio e razionalità, facendo un mercato che ha rinforzato ruoli che erano carenti negli anni precedenti. Per questo il voto è molto alto. L’unica controindicazione è che dopo un mercato così i tifosi e tutto l’ambiente in generale si aspettano immediatamente risultati importanti. Secondo me però servirà del tempo per amalgamare la squadra, quindi tutti devono dare una mano affinché l’importante intervento economico della proprietà sia supportato dalla ragione”.
Secondo lei in quale reparto sarebbe servito qualche altro rinforzo?
“Si era parlato di un altro centrocampista, come Renato Sanches del Bayern Monaco. E’ chiaro che se prendi Modric o Kross fai un salto di qualità, altrimenti per andare a prendere giocatori utili solo a livello numerico meglio restare così. Davanti, per esempio, André Silva e Kalinic possono giocare insieme oppure darsi il cambio con un altro modulo. In mezzo al campo, ci sono diversi giocatori di valore come Bonaventura e Calhanogli, il quale può fare sia la mezzala che l’attaccante esterno e il trequartista. Con giocatori così duttili c’è la possibilità di cambiare modulo anche a partita in corso. In difesa, Rodriguez sta facendo bene anche in Nazionale, così come Conti. Ripeto: o prendi un fuoriclasse che ti fa fare il salto di qualità oppure meglio rimanere così”.
Tra i nuovi acquisti, su chi punterebbe maggiormente?
“André Silva ha iniziato così e così, ma era normale: è molto giovane, gioca in Nazionale con Cristiano Ronaldo e sta segnando parecchio. Calhanoglu mi piace moltissimo, anche se per ora non ha ancora fatto vedere tutte le sue qualità. Kessie è giovane, ma ha già molta esperienza. È un carrarmato che però sa giocare bene con i piedi. Per quanto riguarda Conti, ieri ha fornito una buona prestazione nonostante il deludente primo tempo degli Azzurri. Biglia è una certezza in mezzo al campo”.
Durante l’estate, sono stati accostati diversi grandi attaccanti al Milan. Alla fine è arrivato Kalinic: quanto può essere utile il croato al gioco di Montella?
“Avrei voluto scrivere a Montella per dirgli che ero d’accordo con lui nel volere Kalinic. Innanzitutto il prezzo del croato era nettamente inferiore rispetto agli altri potenziali obiettivi e questo ti permette di avere le risorse per intervenire eventualmente sul mercato a gennaio. Il valore di Kalinic non è così distante da Belotti e dagli altri nomi che sono stati fatti. Nella sua carriera, ha avuto un percorso strano: è esploso nel campionato del suo paese, poi è andato in Inghilterra e si è un po’ perso. Alla Dnipro si è ripreso e anche alla Fiorentina ha dimostrato di essere un giocatore di livello. Certo non è più giovanissimo, ma è perfetto per le idee di Montella. E’ stato pagato intorno a 25 milioni e quindi non 100 come sarebbero costati gli altri: questo ti permette di avere un buon centravanti per due o tre anni e poi hai risparmiato diversi milioni che potrai poi utilizzare a gennaio per prendere altri giocatori. Per me Kalinic è un ottimo elemento, anche se so che non stuzzica i tifosi come gli altri nomi che erano stati fatti”.
La grande sorpresa in casa rossonera fino a questo momento è certamente Cutrone. Si aspettava questa esplosione? Le ricorda qualche attaccante in particolare?
“Non mi aspettavo un’esplosione così. Dal punto di vista della cattiveria in area di rigore mi ricorda Pippo Inzaghi. Al di là delle caratteristiche diverse, mi sembra di vedere nei suoi occhi quella voglia di segnare sempre quando arriva la palla in area. Per un attaccante, avere questa fame è fondamentale”.


